Internet italiana: rose e fiori?

L’AIE (Associazione Italiana Editori) ha rilasciato in questi giorni un rapporto sullo stato di salute della rete nel belpaese.

Numeri ottimistici che pero’ io interpreteto in modo meno ottimistico.

23 milioni (il 46% della popolazione) i navigatori. Ma io leggo che negli ultimi 12 mesi i nuovi navigatori sono stati solo 1,5 milioni meno che nei primi anni della rete di massa. Siamo vicini allo stallo ed alla crescita zero. Se poi leggiamo che e’ l’83% dei possessori di PC a navigare vediamo chiaramente che senza una nuova diffusione massiccia di tecnologia siamo arrivati al limite fisiologico. Servono nuovi strumenti d’accesso alla rete per far giungere internet alla portata di tutti gli altri.

Il 47% degli utenti della rete sarebbe disponibile a pagare per accedere a contenuti. Chi invece sarebbe in grado di farsi pagare per farlo? Abbiamo gia’ avuto ampie dimostrazioni che gli utenti vogliono il gratis e che se un servizio con accesso libero diventa a pagamento con accesso limitato (ad esempio libero con la mail) subito si scatenano le ire degli utenti che in massa cercano di ricondurre il fornitore sui propri passi fino ad abbandonarlo in caso di esito negativo.

Pensiamo ad un contenuto “standard”, le ultime notizie. Quale quotidiano potrebbe oggi imporre un abbonamento online se gli altri rimangono gratuiti? E se anche tutti i giornali andassero a pagamento come lottare oggi con i blog spesso piu’ competenti, aggiornati e dall’aspetto piu’ “autonomo”?

Queste sono giusto 2 righe di mia opinione personale, mi sembra di essere tornato indietro di qualche anno quando tutti gli studi sulla rete prevedevano tanti soldi per gli operatori.

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