Buoni pasto.

Confesercenti (manco a dirlo) contesta Ascom.

Lo fa sui buoni pasto e sullo sciopero relativo di questi giorni.

Entrambe le associazioni comunque chiedono al governo di intervenire per fissare un tetto massimo allo sconto che gli emittenti hanno sul buono. Insomma, per ogni Euro di valore del buono l’esercente prende 90-95 centesimi. I valori sono esemplificativi visto che non so, non essendo del settore, a quanto ammonti effettivamente lo sconto.

Fatto sta che gli esercenti non hanno alcun obbligo di accettare i buoni pasto, basta non sottoscrivere il contratto con gli emittenti, un po’ come per le carte di credito.

Il problema e’ che per gli esercenti tale servizio rappresenta una quota ormai consistente del proprio fatturato e quindi sono “costretti” ad accettare queste condizioni.

Quindi che non vengano ora a piangere dal governo se quello che ottengono e’ un vantaggio prima di tutti per loro.

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