Si’ cattolico.

Rispondo a Tombolini a mo di post:

Ma c’è un punto che vale la pena di approfondire. Molti cattolici come me, che voteranno sì, motivano la loro scelta in questi termini: per la morale cattolica la fecondazione assistita è in ogni caso da rigettare, e un cattolico non dovrebbe mai ricorrervi. E tuttavia, in nome del rispetto della laicità dello Stato, che non può imporre con una sua legge a tutti le mie personali convinzioni etiche e religiose, voterò sì perché sia salvaguardata la libertà di chi, non condividendo i princìpi della Chiesa, volesse ricorrervi.

Si tratta di una motivazione già di per sé chiara e sufficiente a motivare un voto cattolico per il sì.

Assolutamente no. Come dire, il suicidio per la Chiesa e’ un peccato grave, ma se una persona vuole andare all’inferno non saro’ di certo io a cercare di dissuaderla.

O, piu’ simile a questo caso, per un cattolico l’embrione e’ vita e vita umana. La soppressione dell’embrione e’ quindi omicidio. Io sono contrario all’omicidio ma voglio che lo stato lo depenalizzi perche’ ci potrebbe essere qualcuno favorevole alla soppressione di innocenti.

Questa io la chiamo incoerenza.

A me pare che proibire ad una coppia di credenti in condizioni di infertilità di ricorrere alla fecondazione assistita sia in realtà una posizione che va contro tutti i princìpi da sempre propugnati dalla Chiesa in tema di maternità e paternità. La procreazione non è forse, nell’ottica della Chiesa, il coronamento più alto (se non a volte in maniera fin troppo enfatica il fine ultimo) dell’amore tra un uomo e una donna? E non dovrebbe forse gioire la Chiesa del fatto che la medicina consente finalmente anche ad una coppia infertile di pervenire a tale coronamento attraverso la fecondazione assistita?

Sta scritto: “Per questo l’uomo lasciera’ suo padre e sua madre e si unira’ a sua moglie ed i due saranno una carne sola.”

Dio (o la natura per i non credenti) ha stabilito che l’uomo e la donna fossero pro-creatori e che la nuova vita umana nascesse nel luogo a cio’ prefissato, l’utero della madre. Dividere il rapporto unitivo da quello procreativo e’ male, secondo la Chiesa. Per questo stesso motivo la Chiesa non ammette l’uso di anticoncezionali.

In un clima in cui si procede non più per via di studio, di dialogo, di meditazione, ma per via di parole d’ordine (il relativismo etico, ecc.), ci si accontenta ormai di dichiarare che una cosa non si fa, non va bene, esimendosi dallo spiegare perché.

Strano, l’altra sera ad Imola il Card. Tonini ha parlado di 2 ore del perche’ senza peraltro fare accenno a referendum o astensione.

Strano anche perche’ il Comitato Scienza&Vita che e’ indipendente dalla Chiesa pur ricevendone appoggio e sostegno parla anche e soprattutto tramite laici a partire dal Prof. Vescovi che e’ agnostico.

E in effetti un perché non può esserci, a meno di non volerlo identificare (in maniera volgarmente materialistica, certo indegna della Chiesa di Cristo) nell’assenza dell’atto sessuale, che verrebbe ad assumere in sé, nella sua materialità fattuale e, verrebbe da dire, animale, privata da ogni aspetto di relazionalità umana e di amore, il carattere di elemento essenziale per la liceità della generazione di una nuova vita.

Come cattolico sono profondamente deluso da te, te lo dico di cuore. Sminuire in tal modo l’unione matrimoniale che si consuma sul talamo, uno dei tre altari della Chiesa.

L’enciclica Humanae Vitae (che e’ del 1968 quindi in periodo non sospetto per referendum sulla fecondazione assistita) dice al punto 12 (ma ti invito a leggere anche il resto che e’ chiaro e magnifico):

“[…]i due significati dell’atto coniugale: il significato unitivo e il significato procreativo. Infatti, per la sua intima struttura, l’atto coniugale, mentre unisce con profondissimo vincolo gli sposi, li rende atti alla generazione di nuove vite, secondo leggi iscritte nell’essere stesso dell’uomo e della donna. Salvaguardando ambedue questi aspetti essenziali, unitivo e procreativo, l’atto coniugale conserva integralmente il senso di mutuo e vero amore ed il suo ordinamento all’altissima vocazione dell’uomo alla paternità.”

A costoro, capaci di costruire sistemini astratti tanto eleganti quanto mostruosi nelle loro conseguenze, vorrei ricordare che anche il sottoscritto, nel procedere in maniera naturale, con l’atto sessuale, al tentativo di avere un figlio, sa già in partenza, al pari di chi ricorre alla fecondazione assistita, che così facendo provocherà la fecondazione di alcuni ovuli, l’origine di alcuni embrioni, che poi saranno eliminati (il 50-80% degli embrioni generati naturalmente vengono altrettanto naturalmente eliminati). Che dire allora?

Che la morte naturale in nessun ordinamento giuridico e’ assimilata all’omicidio. Che dire allora?

Comunque di norma (a parte il caso di gemelli) l’ovulazione produce un solo ovulo, infatti per poter avere piu’ ovuli per l’inseminazione artificiale si ricorre alla iperstimolazione. E’ gia’ la seconda volta che sento uno favorevole al referendum fare questa affermazione, da dove deriva?

una gerarchia ecclesiastica troppo vòlta al potere, alla sua conquista, alla sua gestione

Gerarchia che da Cristo stesso ha ricevuto il mandato e che qualunque cristiano e’ chiamato a riconoscere.

Questo sì, sarebbe un peccato di cui non saprei darmi ragione.

Quale comandamento?

Comunque se avevo dei dubbi mi hai convinto: SI’, mi astengo!

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