Dopo 23 spedizioni nel giorno del rientro mi prendo qualche minuto per raccontarvi l’esperienza di questi giorni.
Rientrato domenica dopo pranzo abbiamo approntato gli ultimi preparativi per partire, destinazione: Roma!
Dopo cena tutti in camper, i giovani stesi, io alla guida, Luisa accanto a me, il navigatore puntato su Assisi.
2-3 ore di viaggio ed arriviamo al Verghereto, stop, non ce la faccio a guidare oltre. Scendo per mangiare un boccone e vedo un magnifico cielo stellato che dalle nostre parti e’ impossibile ammirare.
Un “buon” riposo, una buona colazione e si riparte, alle 9 siamo a Santa Maria degli Angeli alla basilica che avvolge la Porziuncola.
Poi si sale ad Assisi, in camper fino ad un certo punto, poi ci si deve fermare ad un’area apposita (8 Euro per 3 ore!) e da qui si arriva a piedi, poche centinaia di metri di distanza e poche (non altrettanto poche) centinaia di metri di dislivello. A spingere il passeggino mi sembrava di spostare un macigno. Ma come si dice sempre a casa nostra: “Un piccolo sacrificio per una grande gioia!“. Visita alla basilica inferiore ed a quella superiore. Una preghiera a San Francesco protettore dei lupetti. E siccome anche il corpo vuole la sua parte (che e’ diverso da “solo il corpo”) ci mettiamo in caccia di una pizzeria. Trovata. Ottima pizza e prezzi onesti, 60 Euro in 8 con bibite, birra, caffe’.
Scendiamo (che con il passeggino e peggio che salire) e ripartiamo in camper. Questa volta il navigatore e’ puntato su Castefusano dove ci sara’ l’incontro con l’associazione.
Arriviamo nel tardo (per noi, poi con l’orario nuovo sembra anche piu’ tardi) pomeriggio a Roma, in riva al mare.
Visto che l’appuntamento al camping li’ vicino e’ per il pranzo del giorno dopo ci appostiamo vicino alla stazione della ferrovia/metropolitana Roma-Ostia Lido, fermata Castelfusano.
Dormiamo.
La mattina sveglia presto, colazione e partenza, vogliamo vedere San Pietro visto che il giorno dopo non ci sarebbe stato il tempo. Treno fino a Piramide, bus (quando arrriva) 23 e via fino in Via Conciliazione. Metal detector, sosta ai servizi (preventiva quanto indispensabile con 6 bambini), deposito passeggino che non puo’ essere portato in basilica e dentro. Partiamo dalle tombe dei papi. Che emozione di fronte a Giovanni Paolo II, l’avevo promesso ai bambini quando ci sono stati i funerali che li avrei portati all’inizio delle vacanze, un po’ di rinvio ma cosi’ e’ stato. Poi li’ vicino la tomba di Pietro la Pietra che sostiene la Chiesa!
Su in basilica un giro abbastanza veloce, il tempo stringeva e forse i ragazzi ancora faticano (come il padre ignorante) ad apprezzare fino in fondo l’arte.
Riprendiamo il 23 ed il treno ed alle 12.30 siamo in stazone a Castelfusano, troviamo il campeggio ed entriamo accolti da una organizzazione (dell’associazione, non della struttura) eccezionale.
Dopo mangiato inizia l’assemblea. I bambini piccoli tenuti a bada da un folto gruppo di mamme, per le elementari e le medie i genitori facevano supervisione, i fratelli piu’ grandi l’animazione. 4 ore senza problemi per i figli mentre noi in assemblea facevamo il punto della situazione, il concetto -ripreso anche dal Papa- e’ tanto semplice quanto vero: “Senza figli non c’e’ futuro!” Che fare allora? Iniziare a dialogare con le amministrazioni, sia locali che centrali, affinche’ la famiglia torni ad avere il suo ruolo primario ed anche perche’ la Costituzione non sia un fantasma da tirare fuori dal cassetto solo quando si deve parlare male degli altri. Senza polemiche, senza la benche’ minima accusa a nessuna parte politica. Questo l’ho apprezzato veramente.
L’altra cosa che ho apprezzato profondamente e’ il fatto che e’ una associazione tanto profondamente laica quanto profondamente cristiana. Le due cose non sono assolutamente in antitesi.
La visione cristiana della famiglia numerosa e’ stata lasciata ai sacerdoti, come anche la Messa facoltativa anche se in una festivita’ di precetto.
Finita l’assemblea Messa e cena, cena e Messa (a seconda del turno) e poi a letto di corsa, ci aspetta la maratona!
Mercoledi’, giorno di udienza, sveglia alle 6 (io ero gia’ sveglio da tanto). Colazione e partenza in pullman per il centro. 27 pullman scortati da una decina di moto della Polizia Municipale di Roma. Tutti fermi, passiamo noi, e la gente sulle auto ci osservava con occhi fra l’assonnato e lo stranito non sapendo se fossimo persone importanti o un gruppo di immigrati clandestini da rimpatriare.
Scesi in Via Conciliazione, metal detector e sosta ai bagni come il giorno prima ma con il pass giallo per l’udienza del Santo Padre appesa al collo.
Entriamo nell’area recintata e prendiamo posto.
Alle 10.30 arriva il Papa, una grande emozione anche se non eravamo vicinissimi a dove passava ed ancora piu’ lontano dal palco. Ma con l’aiuto dei maxi schermi (e qui mi dilungherei, ma sto parlando d’altro). Inizia l’udienza.
Prosegue liscia, forse anche un po’ fredda, finche’ non ci saluta, in quel momento berretti e bandane iniziano a sventolare assieme allo striscione, il Papa parla a noi, il Papa parla di noi!
Confesso che non ho saputo trattenermi dalla commozione, come mi sta succedendo anche ora ripensandoci, quando ha detto che le famiglie numerose sono testimonianza di fede, coraggio ed ottimismo (alla faccia dell’Unieuro).
L’udienza finisce, tutti al Gianicolo (che parcheggio enorme!) a trovare il proprio pullman e di nuovo sotto scorta facciamo ritorno.
Pranzo, saluti, partenza.
440 km passati senza grossi problemi (solo una decina di minuti di coda in autostrada fra Firenze e Bologna) ed alle 23 circa siamo arrivati.
Alla fine quasi 1000 km in 3 giorni in camper con 6 figli appresso.
Solo pazzia. Perche’ siamo “pazzi d’amore” come cantano i Celebration.
Una bella avventura.
Linkato.
ciao
ovviamente il post lo trovi sul mio blog splinderiano:
Gino.
🙂