Sostegno.

Il centrosinistra ha proposto una serie di norme “evita-aborto“.

Il primo pensiero va al fatto che la prima soluzione per evitare l’aborto e’ evitare di rimanere incinte e la soluzione migliore per non rimanere incinta e’ astenersi. Ma essendo questo un atteggiamento serio e coerente lo omettiamo. Allora pensiamo a sostenere le persone, con il dialogo e con il sostegno in tutti i sensi.

Passiamo dunque ai rimedi proposti.

Per le ragazze madri in presenza di gravi condizioni di disagio sociale ed economico e comunque con un reddito non superiore a 25.000 euro annui viene previsto un assegno mensile di 350 euro mensili a partire dal terzo mese di gravidanza fino al momento del parto“.

Dunque per l’ennesima volta si puniscono le famiglie per favorire altre forme di unione piu’ o meno stabili.

Un assegno di 250 euro, a partire dal sesto mese di gravidanza, viene invece concesso “in favore delle donne cittadine italiane, comunitarie ed extracomunitarie, in possesso di regolare permesso di soggiorno che si trovino in condizioni di disoccupazione, non iscritte alle liste di collocamento (le normali casalinghe ndr)” o che abbiano uno dei nuovi contratti di lavoro previsti dalla legge Biagi, che non hanno la tutela della maternità. Per tutte la condizione è che non abbiano un reddito familiare superiore a 40.000 euro“.

Mi domando e chiedo, ma questa misura non corrisponde in buona sostanza a quanto gia’ avviene con gli assegni di maternita’ attuali (che fra l’altro prevedono 5 mensilita’)?

In ogni caso la proposta favorisce le situazioni diverse dalla famiglia e non tengono in alcun conto la situazione familiare effettiva puntando al solo reddito imponibile. E le famiglie numerose, come al solito, rimangono al palo.

3 commenti su “Sostegno.”

  1. Ottimo post.
    La cosa che fa ridere (piangere?) è che gli stessi che fanno queste proposte estemporanee sono quelli che sbeffeggiano Maroni per l’assegno di 1000 euro ai neonati e lo accusano di propaganda demagogica…

  2. Quando la capiranno che l’aborto è prima di tutto un problema culturale e che chi si trova in certe situazioni non ha bisogno tanto di un assegno (poi anche quello non dispiace, ok), ma di un contatto umano che rassicuri e condivida le preoccupazioni per il futuro?
    Chiedere ai volontari CAV per esempi concreti.

  3. Grazie per il complimento.

    Spendere 10 per prevenire sono “soldi buttati”, spendere 100 per rimediare fa tanta bella figura. E finche’ si fa demagogia solo i 100 verranno spesi.

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