Da piu’ parti si grida alla censura, allo scandalo.
Onestamente io non mi aggrego al coro, se quelle pagine sono illecite in Italia e’ giusto che non possano essere raggiunte.
O forse coloro che gridano allo scandalo perche’ questi siti sono irraggiungibili poi griderebbero allo scandalo se fossero invece raggiungibili siti pedo-pornografici esteri su cui l’Italia non ha potere di farli chiudere.
Insomma, limitare i contenuti fruibili ai soli legali non lo trovo affatto una censura.
Ma per assurdo posso anche approvare la censura (questa volta si’, perche’ si limita la liberta’ di comunicazione individuale) cinese perche’ se le idee circolano troppo rapidamente il desiderio di liberta’ (cosa che comunque lentamente si sta affacciando nel Paese) rischierebbe di esplodere con il pericolo di una guerra civile ed il mondo oggi non puo’ permettersi un conflitto che coinvolga il 20% della popolazione planetaria. Gutta cavat lapidem, ma se la goccia e’ troppo violenta puo’ crollare anche la diga.