Un’area politica sta attaccando neppure troppo velatamente la famiglia fino al punto di scrivere una lettera in cui si chiede di stare buoni fino al 10 aprile che poi verra’ assestato il colpo di grazia a questa vetusta usanza.
Ma c’e’ un’altro attacco alla famiglia che scorre sotto i nostri occhi quotidianamente e forse anche molto piu’ subdolo.
Una bambina a Bari e’ morta, la madre e’ stata arrestata con l’accusa di omicidio. Poi si e’ scoperto che in realta’ e’ morta per malattia. Pensate a questa madre, tacciata di aver ucciso violentemente la propria figlia quando non comprendeva la vicenda ed era afflitta dal dolore per la perdita di una bambina di soli 5 mesi.
Tommaso, 18 mesi, e’ scomparso. Rapito? Forse. Fatto sta che ormai da due settimane si cerca di incolpare il padre accusandolo anche di pedopornografia.
Cogne, una citta’ turistica oggi nota per la cronaca nera. I Lorenzi hanno lasciato il posto nei TG agli Onofri.
Storie di genitori colpevoli, non perche’ sono stati passati in giudicato per l’omicidio dei propri figli o per altri reati scritti nel codice penale, ma solo per il fatto di essere genitori, perche’ hanno osato sfidare il pensiero dominante che dice niente figli, altrimenti il rientro dolce non si potra’ attuare.
Se essere genitori e’ una colpa allora io sono pluripregiudicato, e me ne vanto!
A proposito di rientro dolce…
Augurandomi che questo “pensiero dominante” si estenda in tutto il mondo, in modo da poter avere il “rientro dolce” e vincere finalmente la lotta contro lo sterminio per fame e per sete, invito tutti a visitare http://www.rientrodolce.org
Alberto Licheri
La morte per fame e sete non si vince facendo morire (anche dolcemente* come dici tu) 4,5 miliardi di persone ma rinunciando un po’ tutti ai propri egoismi.
* Morte dolce, non sara’ mica l’eutanasia programmata (perche’ ad ora che passa la volontaria, che le versone vengono invogliate a praticarla poi il passaggio alla morte per il bene dell’umanita’ non e’ cosi’ lontano) la soluzione da usare per il rientro dolce?
Naturalmente non si tratta di “eliminare” nessuno, ma semplicemente di fare una vasta opera di informazione e sensibilizzazione sulla concentraccezione in tutto il mondo, di rendere più facile e non onerosa dal punto di vista economico l’adozione. Questo, tra l’altro, diminuirebbe drasticamente il numero degli aborti.
Io credo che lei dovrebbe rallegrarsi
che la stragrande maggioranza degli italiani facciano pochi figli, perchè questo permetterà una vita migliore ai suoi. E’ la diffusione della procreazione responsabile (che porta al “rientro dolce”) che rende simpatica, bella e gioiosa la sua scelta di avere una famiglia numerosa. Davvero vorrebbe un’Italia in cui tutti hanno famiglie numerose? Cosa sarebbe un’Italia di 100-150 milioni di persone? Noi vogliamo il “rientro dolce” perchè non vogliamo il “rientro amaro”.
Dimenticavo: sono Alberto Licheri. Saluti cordiali.
Ti chiedo Alberto, gia’ l’Italia (e sulla stessa strada ci sono altre decine di Paesi) e’ in crisi profonda perche’ aumentano i pensionati che percepiscono trattamenti sociali mentre non aumentano i lavoratori che versino loro i contributi.
Ed in tutta Europa si incentiva la marternita’, persino nella avanzatissima Francia.
Per poter portare a termine questo “rientro dolce” ci sara’ bisogno di un intervento tutt’altro che dolce, i pensionati dovranno diminuire drasticamente per non arrivare ad una guerra generazionale.
Come pensate di far rientrare il numero dei pensionati? Promuovendo l’eutanasia e presentandola come unica via d’uscita da una vita “non degna” perche’ non piu’ produttiva?
Scusa, Stefano, ma più bambini si fanno oggi, più saranno i pensionati di domani. Secondo questa logica, la popolazione dovrebbe aumentare indefinitamente.
Per fortuna, la vita si allunga. Conseguentemente, si deve allungare la vita lavorativa.
Considerando il numero dei disoccupati (che aumenterebbe con un aumento della natalità), gli immigrati e le persone che vanno in pensione precocemente, non mi pare affatto ci sia carenza di lavoratori.
Alberto Licheri