Non per la vittoria ma per la verita’.

Leggendo la stessa notizia dal diretto interessato e dal quotidiano di sinistra mi pare evidente la differenza.

Dalla prima parte si chiede il riconteggio, perche’ fino all’ultimo voto valido deve essere conteggiato, perche’ la volonta’ degli elettori non puo’ essere tradita.

Dall’altra parte invece leggo un’insofferenza nel voler verificare (e non capovolgere) la realta’.

Solo una volta feci il rappresentate di lista, nello scorso millennio. E ricordo perfettamente che la prima cosa da tenere in considerazione era la volonta’ dell’elettore. Se questa e’ chiara il voto deve essere considerato valido.

Qui invece si va verso un processo sommario, con il chiaro intento di non spostare l’ago della bilancia che ha dato una strettissima vittoria ad una coalizione che ora trema ed attacca. Non riconosce all’avversario il diritto di verificare la volonta’ dei cittadini. Impedisce agli elettori il pieno riconoscimento del loro voto.

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