Ancora non si e’ accorto che i suoi giornali non spostano voti.
Pero’ teme di perdere la poltrona, quella poltrona che crede cosi’ vicina anche se ne e’ caduto tanti anni fa.
Rappresenta la meta’ degli italiani, non uno di piu’, forse uno di meno. Ma la legge tanto accusata gli ha consegnato l’Italia su un piatto di bronzo (per averlo d’argento avrebbe avuto bisogno di un po’ piu’ di senatori).
Berlusconi gli propone di fare un passo indietro, insieme, per il bene dell’Italia (come il titolo del programma di Prodi) ma il professore non vuole, non riesce proprio a rinunciare alla sua poltrona, pensa che se non la riprende ora non potra’ riaverla mai piu’.
Perche’ e’ chiaro, con tutto cio’ che e’ capitato nel mondo ed in Italia in questi 5 anni, un governo stabile che ha dovuto fare scelte controcorrente per il bene proprio e altrui ed alla fine ha mantenuto nei seggi la meta’ dei voti vuol dire che ha ottime probabilita’ di vittoria alla prossima tornata.
Un Presidente della Repubblica e un Presidente del Consiglio istituzionali e di massima intesa, Berlusconi e Prodi vicepresidenti del consiglio, ministri politici moderati. La presidenza della Camera alla sinistra, la presidenza del Senato a destra (confermerei Pera). Con una simile squarda l’Italia potrebbe crescere, veramente!
Ma il fascino della poltrona surclassa il bene dell’Italia.
Berlusconi non è attaccato alla polotrona.Lui no eh?.
Mah.Ciao
Appunto. Tra Prodi e Berlusconi non c’è sta grande differenza, dopotutto.