E’ con questo appellativo che piu’ volte certa sinistra si e’ riferita ai nostri concittadini morti in Iraq.
Ed anche ieri un eroe si e’ speso e si e’ spento per riportare pace e liberta’ (perche’ per esistere devono coesistere) in un Paese vittima di una lunga dittatura.
Caporalmaggiore Alessandro Pibiri e’ il suo nome.
Cosi’ mercenario che era un capo scout, una persona che dedicava gratuitamente buona parte della settimana (ho 3 figli negli scout) gratuitamente a sostegno degli altri, dei giovani in particolare.
Ma noi democratici italiani di poca memoria, pieni di idealisti piuttosto che di ideatori (o di pacifisti piuttosto che di pacificatori che legger si voglia) almeno a sentirne il rumore nelle piazze vogliamo abbondare questo popolo che ci chiede, per il tramite dei suoi rappresentanti finalmente democraticamente eletti, di restare. Come se le truppe alleate, liberata Ravenna nel dicembre del ’44 fossero tornati a casa lasciandoci al nostro destino anziche’ accompagnarci alla completa liberta’ nella primavera successiva.
Massi’, in fondo anche loro erano solo mercenari. O forse no?