Regole e liberta’.

Molti (probabilmente nessuno, ma mi piace far finta) si saranno accorti che sono in buona parte contro alle liberalizzazioni di questi giorni.

La mia avversita’ non viene tanto con il fine di tutelare lo status quo ma piuttosto dall’esperienza del libero mercato imperfetto.

Perche’ se fosse perfetto il libero mercato sarebbe un disastro, il mercato distruggerebbe l’individuo. Lo vediamo negli USA dove le grandi catene dal volto verde fanno il bello ed il cattivo tempo sui piccoli esercizi che per reggere prezzi ed orari esplodono, se non come negozi certamente come individui e famiglie.

Ma abbiamo un libero mercato imperfetto. Le grandi catene non sono cosi’ grandi e fortunatamente le regole ci sono ancora a limitarne lo strapotere.

La riduzione attuale delle regole porta invece una ventata di cambiamento che piu’ che una ventata e’ un uragano per gli effetti prodotti.

Il falso mito delle budelle d’oro dei commercianti gia’ con il libero mercato imperfetto a mietuto tante vittime. Dipendenti che si buttavano nel commercio senza sapere cosa fosse, partnedo con la liquidazione si trovavano ad aprire il negozio che gia’ l’avevano spesa 3 volte ed ancora non bastava e cosi’ si iniziava a liquidare tutto per cessata attivita’ prima di aver superato l’anno di vita. Non racconti ma fatti visti con i miei occhi.

E se questo e’ dannoso per la persona che perde tutto e’ quasi altrettanto dannoso per il mercato e per chi ci resta a vendere. Perche’ 1, 2, 3 di questi casi e gia’ il mercato e’ danneggiato, non c’e’ piu’ un prezzo legittimo ma tutto vive di sconto, in saldo, in liquidazione. E cosi’ senza una buona liquidita’ anche le realta’ piu’ strutturate, note e solide iniziano a scricchiolare.

Ma i danni non sono solo per noi commercianti ladri, sono anche per i consumatori. Perche’ se oggi compro un prodotto e dopodomani il negozio chiude chi mi da la garanzia?

Perche’ se oggi compro un farmaco al supermercato che ha come unico scopo il denaro (per i farmacisti che conosco e’ il primo ma non l’unico) e quindi la vendita in alti volumi come faccio a sapere se sia necessario o quantomeno utile per le mie necessita’ o non solo la necessita’ del banconista di giustificare il proprio stipendio?

E chi mi assicura anche che l’avvocato, pur avendo piena ragione, appena vede che la sua provvigione potrebbe ridursi non mi pianti in asso?

Ed il mio assicuratore (che gia’ aveva piu’ compagnie) siamo certi che mi dara’ la polizza piu’ conveniente per me piuttosto che quella piu’ conveniente per lui? Se voglio confrontare piu’ prodotti del genere preferisco farlo nei negozi dei singoli produttori piuttosto che in un unico negozio con tutte le marche. Ci potrebbero essere politiche commerciali differenti alla base del parere (dis)interessato del venditore.

Ma perche’ non imporre alle banche di vendere i mutui della concorrenza o lo stesso per i gestori telefonici?

Troppi vincoli sono dannosi, ma troppe liberta’ sono distruttive. Delle persone, delle famiglie, delle aziende, della liberta’.

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