Avanti c’e’ posto.

ANSA: Una ‘cella dell’amore’ che conceda, lontano da occhi indiscreti, 24 al mese di intimita’ ai detenuti e le loro mogli. La propone Boato (Verdi). Nessuna limitazione – e’ spiegato nella proposta di legge – per quanto riguarda le persone che possono entrare nel penitenziario: consorti, conviventi, familiari, amici intimi. Le visite si svolgerebbero in locali adibiti ad hoc, senza controlli visivi e auditivi. Obiettivo: tutelare il ‘diritto all’affettivita’.

In effetti e’ vero, ad oggi i capimafia che dal carcere controllavano la cosca dovevano fare le cose di nascosto, ora potrebbero invece avere 24 ore al mese (tutte insieme o anche ore sparse?) per dare tutti gli ordini in tranquillita’.

Ma se dobbiamo tutelare il diritto all’affettivita’ degli assassini come tuteliamo quello delle vedove?

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