Stavo misurando in questi giorni il decreto Visco/Bersani.
E in qualunque verso lo si voglia vedere va a tutto vantaggio della grande distribuzione contro ai piccoli esercizi commerciali. Ed e’ solo il primo passo.
La GDO e’ gia’ partita con la vendita dei farmaci, una scusa in piu’ per far andare le persone nei loro punti vendita e piazzargli, assieme all’aspirina, anche il nuovo telefonino (o viceversa non importa). A breve avremo gli operatori telefonici a marchio, i carburanti a marchio. In buona sostanza si propongono come interlocutore unico dal concepimento alla morte naturale.
Al contrario nello stesso decreto ci sono elementi “punitivi” per i piccoli esercizi. Ovvero nuovi obblighi che saranno quasi trasparenti (o del tutto trasparenti) per la GDO mentre saranno un costo assurdo per i piccoli esercizi di vicinato.
Penso all’elenco clienti e fornitori. Non sono pochi i negozi che ancora tengono i registri manuali, costoro dovranno farsi assistere ulteriormente da associazioni o commercialisti con aggravio di costi.
Penso al modello F24 per sola via telematica, anche qui i negozianti dovranno affidarsi a degli intermediari oppure avere a disposizione un conto corrente con accesso home banking. Se consideriamo che non tutti i negozi hanno la linea telefonica ora dovranno avere connessione ad internet, computer e capacita’ di utilizzarlo.
Ancora piu’ assurdo e’ l’obbligo di comunicazione per via telematica dei corrispettivi quotidiani. Sono allo studio Misuratori Fiscali gia’ predisposti per effettuare in autonomia questa comunicazione, ma anche in questo caso e’ necessario una connessione ad internet oltre al costo della nuova macchina.
Investimenti improduttivi e non solo economici ma anche a livello di formazione. In altre parole costi fissi. Costi fissi che non potranno fare altro che far lievitare i prezzi per poter rimanere nei parametri degli studi di settore. Costi fissi che faranno venire in mente a piu’ di un commerciante della vecchia guardia di chiudere i battenti ed andare in pensione, proprio cio’ che il governo attuale vorrebbe frenare.
Ma perche’ dover preservare gli esercizi di vicinato (direte voi)?
Innazitutto non chiedo di considerarli animali in via di estinzione, ma altrettanto di non caricarli di inutili balzelli (l’elenco clienti e fornitori era stato abolito decenni fa perche’ assolutamente inutile).
Poi gli esercizi di vicinato hanno una funzione sociale fondamentale. Consentono a chi ha ridotte possibilita’ di mobilita’ e di contatto di mantenere una propria autonomia, di sentirsi vivi (portare sempre e solo la spesa a casa non e’ la medesima cosa). Se gli esercizi diventano piu’ rari anche l’uscita di casa di molte persone diventera’ sempre piu’ rara.
Hanno anche una funzione di preservazione dei centri storici, dove la sera ci si puo’ muovere in tranquillita’ grazie all’abbondanza di illuminazione delle vetrine. Al contrario ci sono molte strade anche centrali che avendo perso i negozi si sono trasformate in ghetti, dormitori. La gente si barrica in casa quasi per un coprifuoco perdendo utili occasioni di incontro.
E le associazioni di categoria stanno a guardare, nessuna comunicazione agli associati, nessuna agitazione in prospettiva. Ovvio! Sono le prime a guadagnarci da ogni aumento di burocrazia. Ma non si rendono conto che invece rischiano l’estinzione pure loro, carnivori predatori di erbivori sempre piu’ rari.
Il prezzo non e’ tutto.
Dicono che in Francia sono molto avanti con la grande distribuzione…
dicono…
dicono che in Francia ci sono molti piu’ centri commerciali…
dicono…
Belle le periferie francesi, lo abbiamo visto recentemente.
dicono che anche in Italia dovremmo arrivare a quello… non ho capito bene se alla diffusione della grande distribuzione o alle rivolte di periferia.
ottimo post.