Copio 2 pezzetti dell’articolo del Corriere.
La valutazione – Invece di un sei in italiano si dirà che in talune abilità standard il ragazzo se la cava bene, in altre meno.È una novità assoluta. Quali sono le competenze standard? Come si descrivono? Al ministero ci lavoreranno nei prossimi mesi. A fine anno scolastico tutto sarà pronto. Per evitare il rischio della «pagella fai da te» il ministro invierà alle scuole un modello per la valutazione di fine anno.
I programmi – Dopo due anni di lavoro, due commissioni e una valanga di contestazioni, le Indicazioni Nazionali della Moratti — i vecchi programmi — resistono. Il ministro, però, ha messo l’accento sull’autonomia didattica. Come dire: non prendetele troppo sul serio, se vi creano dei problemi trovate voi la soluzione più efficace.
Ovvero la forma (pagella, anzi l’attestato) deve essere standard per tutti, l’insegnamento invece no. Ci saranno scuole (e relativi studenti) di serie A e ci saranno altri a far compagnia alla Juve. L’importante e’ che il pezzo di carta a fine anno sia uguale per tutti (uguaglianza formale e non sostanziale con buona pace dell’Art. 3 della Costituzione).
Che le pagelle con valutazioni scritte e non semplici voti siano una novità assoluta è una balla.
Mi ricordo che alle medie inferiori ai miei tempi (inizio anni 80) era già così (se poi hanno reintrodotto i voti numerici non saprei).
Che un ministro dell’Istruzione dica alle scuole di non prendere troppo sul serio i programmi del suo stesso ministero mi pare veramente pazzesco… se l’avesse detto la Moratti, apriti cielo!