Eutanasia.

Visto che Piergiorgio Welby si e’ preso la briga di scrivere a Napolitano e, per tramite suo, a tutti i cittadini io gli rispondo.

Caro Piergiorgio,

Ma torniamo alla lettera, leggo questo mio grido, che non è di disperazione, ma carico di speranza umana e civile. Non e’ disperazione, e’ una dichiarazione di resa incondizionata. Di certo non c’e’ speranza nell’eutanasia, perche’ la speranza e’ protesa al futuro, l’eutanasia propone di annullare questo futuro, di renderlo impossibile.

L’eutanasia proprio non si puo’ fare. Viola la legge, secondo l’Art. 579 del Codice Penale si tratta di omicidio dal momento in cui anche se la vittima e’ consenziente ma soffre di infermita’ non c’e’ neppure la riduzione di pena. Esiste l’eutanasia clanestina? Probabile. Dunque visto che anche gli omicidi si compiono in Italia in violazione del Codice Penale rendiamo legali anche quelli? E l’infibulazione? E lo stupro? E la pedofilia?

Ovvia l’obiezione, la liberta individuale non si ha quando c’e’ un terzo coinvolto. Bene, allora perche’ lo stato impone a me di indossare il casco in moto e la cintura in auto? Il rischio e’ solo mio. Ebbene lo stato ha fra i suoi compiti la tutela dell’integrita’ personale degli individui.

Ed in ogni caso nell’eutanasia e’ coinvolto un terzo, non si tratta di suicidio. Anzi, il rischio evidente e’ che sia un terzo a decidere l’eutanasia anche contro una manifestazione chiara della persona. Chi stabilisce se una persona che non riesce a comunicare con l’esterno desideri essere uccisa? In base ad un contratto precedente? Ma tutti i contratti possono essere annullati, addiritura il matrimonio non e’ piu’ per sempre. Una equipe? Un gruppo di persone super partes? Non ci vedo allora molta differenza con un tribunale che infligge una condanna a morte, salvo che (a parte casi anche di cronaca recente) in questa situazione uno e’ condannato per il male compiuto e non pur essendo innocente.

Il corpo non risponde piu’ alle nostre volonta’, ma vedo che ancora la tua testa risponde chiaramente a dei desideri, a delle volonta’, se non e’ vita che e’?

La pieta’, caro Piergiorgio, che tu invochi non e’ pieta’. La pieta’ ti spinge alla compassione, a soffrire insieme, non all’uccidere per non vedere il male.

Un’altra parola che usi e’ dignita’, si puo’ stare immobili in un letto in modo dignitoso, come si puo’ avere tutte le facolta’ motrici perfette e non esserlo. Dignita’ e’ intimamente legato a liberta’. La vita e’ liberta’ anche quando la si sente come un fardello.

Non va confuso il rifiuto dell’accanimento terapeutico, le cure palliative con l’eutanasia. C’e’ la stessa differnza che passa dal lasciar seccare un albero all’abbatterlo. E spero tu concordi con me che pur malato la tua vita vale piu’ di quella di un albero che si sta seccando.

Cosa c’e’ di artificiale in questa lettera? Nulla. Finche’ la tua testa e’ in grado di intendere e volere ogni macchina che ti da la possibilita’ di continuare a farlo e’ benvenuta.

Nessuno ha diritto di uccidere un essere umano, neppure se’ stesso e neppure l’uomo che glie lo chiede. In questo risiede la dignita’ umana. Semmai c’e’ veramente bisogno di investire sulla terapia del dolore, per aiutare coloro che soffrono a vivere con dignita’.

Cordialmente.

Stefano.

4 commenti su “Eutanasia.”

  1. Ma tu che razza di uomo sei, che ad uno che chiede di morire fai la lezioncina su cosa sia la dignità? Tu che te ne vai in giro ben pasciuto sulle tue gambe, che cosa pretendi di insegnare, con i tuoi quattro sofismi stantii ed imparaticci, a un uomo confinato a letto, attaccato per sempre a un respiratore? Dov’è la tua compassione, quando lo saluti con un «cordialmente», neanche fosse un cliente della tua azienduccia familiare? Cerca di imparare un po’ di umanità, altrimenti fai miglior figura se taci.

  2. Sono un uomo perche’ ho la dignita’ umana, la capacita’ di manifestare le mie idee, i miei desideri.

    Dunque per te Piergiorgio Welby non e’ un uomo solo perche’ non e’ in grado di camminare, di muoversi? Perche’ la sua vita dipende da qualcosa di esterno a lui?

    Welby non e’ degno di vivere perche’ ti mostra la limitatezza dell’uomo?

    Spiacente, ma la vita dell’uomo e’ indisponibile per tutti. Perche’ se si legittima l’eutanasia per il bene di quell’uomo a maggior ragione si deve legittimare la pena di morte per il bene della collettivita’ degli uomini, si deve legittimare la castrazione chimica o fisica dei pedofili, la sterilizzazione delle donne che non rispettano la regola del figlio unico.

    Spiacente, ma non ci vede alcuna dignita’ nella morte di un essere umano mentre molto si puo’ fare per una migliore condizione di chi soffre.

    Certo, buttare via chi non ci e’ piu’ utile e’ piu’ semplice, se poi riusciamo ad incolpare il malato stesso di questo mettiamo a posto anche la nostra coscienza.

    E se non sai i significati di cordialmente e compassione leggiteli sul dizionario.

  3. La vita di un uomo libero è solo sua – non dei preti, della collettività, dei politici, dei cuori di pietra che regalano un predicozzo a chi chiede aiuto. E della propria vita chi è libero fa quello che gli pare.

    Per il resto, le tue assurdità su Welby che secondo me non sarebbe un uomo o non degno di vivere o da buttar via perché inutile, non meritano risposta.

  4. 1) Se la vita di un uomo libero e’ di esclusiva proprieta’ di quell’uomo perche’ ci sono tante leggi che limitano questa liberta’?

    2) Se uno e’ libero di fare cio’ che vuole della propria vita perche’ coinvolgere un terzo (il medico) nella propria scelta di morte e perche’ la collettivita’ dovrebbe essere coinvolta in questa scelta?

    3) Io ritengo Welby un uomo esattamente come me e come te, perche’ dovrei pensare che sia giusto per lui essere ucciso da un medico, anche se dietro sua richiesta.

    4) Questo e’ un blog che manifesta le idee del suo padrone, non e’ necessario concordare ne’ sara’ quanto scritto in questo blog la base per un dibattito parlamentare in materia.

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