Tumore comunista.

Dal supplemento domenicale Bologna sette di Avvenire del 3 Settembre. C’e’ uno stralcio dell’omelia del 28 ottobre 1956 del Card. Lercaro, all’epoca Arcivescovo di Bologna.

E’ nostro dovere di italiani che da undici anni stiamo difendendo le nostre piu’ sante liberta’, ma forse troppo fiaccamente, cosi’ da far temere che il gioco un brutto giorno diventi pericoloso; e’ nostro dovere, soprattutto in questa nostra terra bolognese, in mezzo alla quale il tumore comunista, che da anni tiene in angustia il mondo, ha una delle sue metastasi piu’ vaste e insidiose.
Cosi’ la nostra doverosa preghiera chiede al Signore forza, luce, conforto per la Chiesa di Ungheria, inondata di sangue; per la Chiesa polacca soffocata dalla violenza; per le altre Chiese di oltre cortina; per le popolazioni tutte nelle quali passa il fremito della liberta’ e dalle quali si eleva l’invocazione all’indipendenza, alla giustizia, alla pace.

Sappiamo che questa preghiera si e’ avverata, l’Ungheria e la Polonia sono libere.

Ora pero’ il problema e’ un altro, che la metastasi bolognese ha traviato tutto il corpo e si e’ diffusa in tutta Italia con un emiliano, sedicente cattolico adulto, che va a braccetto con i comunisti portando la distruzione delle cellule fondanti della societa’.

1 commento su “Tumore comunista.”

  1. Ho letto anche io querll’articolo, ed ho deciso di diffonderlo. Dice cose vere, che sicuramente non piaceranno ad una certa parte….

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