Si parla tanto in questo periodo del fatto che la Chiesa sia in procinto di abbandonare pratiche ormai desuete come la fedelta’ coniugale e l’astinenza sessuale per far spazio al sesso sicuro.
Ebbene non e’ la prima volta che la Chiesa si interroga su questo argomento, basta cercare sul sito del Vaticano.
Ho trovato ad esempio questo documento dal titolo “I valori della famiglia e il cosidetto sesso sicuro” redatto nel 2003 dal Card. Alfonso López Trujillo.
In buona sostanza viene rimarcato che il preservativo e’ tutt’altro che sicuro (avendo un indice di fallosita’ dal 10 al 30%) nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.
Quindi tutti gli organi, a partire dagli stati, che promuovono l’uso del preservativo nei rapporti a rischio, avallando gli stessi rapporti, commettono un grave atto riducendo ad un mero procedimento meccanico (per giunta insicuro) il rapporto sessuale.
Al contrario la fedelta’ aumenta a dismisura la sicurezza, l’astinenza poi la porta ai massimi livelli. Ed una educazione a questo sarebbe certamente lo strumento piu’ valido, anche se il meno facile e demagogico.
Per concludere, come ebbe modo di dire anche il Card. Carlo Maria Martini alcuni mesi fa, e’ ovvio che -non riuscendo ad evitare di peccare- e’ sempre meglio il peccato meno grave di quello piu’ dannoso.