Famiglia? E’ qualcosa che si mangia?

Ieri alla Camera in commissione Affari Sociali si parlava di famiglia.

Bene, vediamo per la nostra Repubblica cosa sia la famiglia, altrimenti di cosa parliamo?

Costituzione, Art. 29

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

Ora conosciamo la famiglia, ma ci serve sapere cosa e’ a questo punto il matrimonio.

Vediamo il Codice Civile che ci viene in soccorso con ben 152 articoli a riguardo, dal 78 al 230.

In particolare vediamo ad esempio l’Art. 110

Il matrimonio deve essere celebrato pubblicamente nella casa comunale davanti all’ufficiale dello stato civile al quale fu fatta la richiesta di pubblicazione.

oppure Art. 130, I commma

Nessuno può reclamare il titolo di coniuge e gli effetti del matrimonio, se non presenta l’atto di celebrazione estratto dai registri dello stato civile.

ed anche Art. 143, I comma

Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri.

Quindi non puo’ esistere la “famiglia di fatto”. Perche’ di fatto in assenza di matrimonio secondo le regole del Codice Civile la famiglia, secondo Costituzione, non esiste. C’e’ un’unione, non una famiglia. Anche perche’ la famiglia deve essere formata da un marito (uomo) e da una moglie (donna).

Tutto questo ampio preambolo per analizzare (umh, parola troppo grossa per le mia capacita’) il fatto di cronaca politica in apertura.

Cosa e’ successo ieri alla Camera? Semplice, dopo due associazioni di famiglie (reali e legali) viene ascoltata anche la LIFF, associazione delle “famiglie di fatto”.

L’opposizione, che gia’ aveva protestato contro il loro invito, ha abbandonato la commissione. I DL non hanno potuto seguirli (del resto il presidente della commissione Luca’ e’ dell’Ulivo come loro) ma hanno comunque apprezzato poco l’invito di questa associazione.

Ovviamente da sinistra, come nella miglior tradizione, si e’ sollevato un coro di proteste contro l’intolleranza, la discriminazione, l’arretratezza, ecc. contro i membri del centrodestra appoggiati comunque da tutta la loro coalizione. E pare, letto in un trafiletto, che anche Mons. Grillo (non il mio canone di sant’uomo) abbia plaudito all’iniziativa della Casa delle Liberta’ di abbandonare la commissione quando l’argomento e’ passato dalla famiglia alla demagogia.

Non e’ un caso che dal centrosinistra si sbraccino tanto a dichiarare che non vogliono introdurre i PACS, almeno finche’, picchia e ripicchia, non saranno riusciti a farli entrare nell’opinione pubblica come la cosa piu’ normale che si possa avere.

Per fortuna i nostri eletti non stanno a questo gioco e non mancano di segnalare tutte le incongruenze di questa maggioranza, a partire dai servizi igienici del parlamento.

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