Nell’udienza odierna il presidente cipriota Tassos Papadopoulos ha regalato al Papa Benedetto XVI un libro contentente 300 fotografie di chiese della parte settentrionale dell’isola (occupata dalla Turchia dal 1974) ormai riconvertite a moschee, night club, hotel, stalle e siti militari.
Oltre a questo anche un’icona del XIX secolo proveniente da una di quelle chiese.
I numeri forniti da Bruxelles parlano chiaro: mentre Nicosia tutela e salvaguardia l’eredità musulmana dell’isola, nella parte nord sono stati dissacrati 133 chiese e cappelle, 78 delle quali convertite in moschee, 28 utilizzate per fini militari e sanitari, 13 come depositi e stalle. Inoltre 15 mila icone sono state rimosse illegalmente e resta ignota la loro attuale collocazione.
Non c’e’ che dire, Papadopoulos non e’ certamente politically correct come la Commissione Europea che continua a dare tempo alla Turchia come se si trattasse di una partita a scacchi e non della vita delle persone.
c’e’ un libro bellissimo sul periodo preguerra turco-greca a cipro: Bitter lemons (Gli amari limoni di Cipro, Giunti) di Lawrence Durrell, fratello di Gerry autore a sua volta di La mia famiglia e altri animali, altro libro incantevole. te li consiglio ambedue.
cipro e’ un altro caso di terra di confine con commistioni inestricabili. la divisione l’ha mutilata congelando una (ulteriore) guerra brutta assai tra turchi e greci.
mamma li turchi sono (ancora) quel che dice il nome: sono venuti a razziare le coste della cristianita’ fino a 150 anni fa…
ciao – v.
p.s. sono vfiore di FromBeingToBecoming