Impiccato.

Chi non ha mai giocato all’impiccato (il gioco che si faceva in spiaggia, o anche su un pezzo di carta, in cui si devono indovinare le lettere di una parola, ad ogni lettera errata un pezzo in piu’ della forca fino a far “morire” il concorrente) da piccolo puo’ cambiare pagina.

Saddam potrebbe essere impiccato da un giorno all’altro, lo hanno stabilito le regole del gioco, le leggi di in Iraq finalmente democratico applicate da un tribunale nazionale libero.

Ovviamente io non condivido la sentenza, nessun uomo deve essere ucciso (neppure se lo chiede lui stesso, aggiungo) ma non possiamo mobilitarci con troppa faciloneria in virtu’ delle regole di un altro gioco, il gioco dell’occidente libero e pasciuto.

Essi’, perche’ volenti o nolenti il nostro occidente e’ nato e cresciuto sotto una gran bella coperta, il cristianesimo. A volte ci siamo scoperti i piedi ed abbiamo fatto tanto male, ma oggi stiamo ben rintanati sotto la democrazia, la liberta’, l’autodeterminazione che sono il frutto di duemila anni di storia cristiana ed europea.

In altri paesi la pena capitale non si nega neppure al ladro di polli. Ma nessun nostro politico fa lo sciopero della fame per salvare un ladro di polli.

Ebbene Saddam e’ stato processato da un tribunale libero, e’ stato condannato a morte. Ora sta solo alla democrazia di quel Paese, dell’Iraq libero, stabilire se si puo’ ottenere la stessa efficacia convertendo la pena ad ergastolo. Ma non si puo’ fare questo conto da sotto la nostra coperta, se per un crimine minore e’ prevista la pena capitale non e’ certamente un presunto buonismo nei confronti di un dittatore sanguinario che potra’ far crescere al meglio l’Iraq ed il suo processo democratico.

Nessuno tocchi Saddam, se non il suo popolo libero.

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