Sono spiacente ma non posso assolutamente condividere l’editoriale “Eclissi del presepe Forse rovinava la festa“.
Un’azienda di un certo tipo, con un azionariato piu’ o meno diffuso che chiede conto solo degli utili, deve operare secondo questo presupposto. Non si puo’ pertanto addebitare all’azienda il fatto che non ci sia domanda di presepi e che quindi preferisca occupare quest’area per altri articoli piu’ remunerativi.
Il problema sta a monte, e la risposta potrebbe non essere la piu’ negativa in assoluto. Perche’ non si comprano piu’ i personaggi del presepe? Forse perche’ ai piu’ non interessa rinverdire la tradizione nata da San Francesco. Ma potrebbe essere anche il contrario, le famiglie ci tengono al presepe, e per questo curano le statuine al meglio di Natale in Natale. Magari questo potrebbe essere una delle cause del calo di domanda, le palle e gli altri addobbi si ammassano alla carlona (quando non si buttano passate le feste) e quindi quando si recuperano sono in parte danneggiati e da sostituire, le statuine invece nella tradizione familiare invece vengono incartate con cura una per una.
Di certo un San Giuseppe, una Madonna ed un Gesu’ Bambino bastano per una famiglia per lunghi anni, non sono articoli di moda, consumistici che ogni stagione cambiano. Si potranno aggiungere due pastori e tre pecore cambiando la collocazione del presepe. Ma non troppe perche’ le case sono sempre piu’ piccole e per “convivere” con il presepe spesso bisogna ridurne la superficie.
Forse quello che manca non sono i presepi sugli scaffali, ma le nuove famiglie disposte ad accoglierne uno. Ed allora non diamo la colpa all’IKEA o alla Rinascente che non danno spazio al presepe se questo non trova spazio prima nel cuore dell’uomo.