Il Time ha pensato bene di non decidere.
La persona dell’anno e’ infatti un impersonale tu.
Per evitare di scontentantare qualcuno ha pensato bene di non accontentare nessuno.
La persona dell’anno e’ uno, nessuno, centomila. Non e’ un’idea certa, non e’ un’azione certa.
Insomma, questo riconoscimento e’ andato al relativismo piu’ sfrenato, in cui qualunque opinione ed il contrario di essa e’ vincitrice e degna di essere seguita.
Compresa, a questo punto, anche l’idea di mettere online i maltrattamenti ad un compagno di scuola down o le imprese erotiche della fidanzatina che poi tenta il suicidio.