Visto che e’ un argomento di attualita’ politica indico anche la mia idea in merito.
Lasciamo stare chi ormai e’ gia’ nato (anche perche’ potrebbe essere un caos non indifferente ad esempio per i codici fiscali di coloro che hanno cognomi brevi, ad esempio l’inizio di quello di Luisa passerebbe da PLO a PLZ se prendesse anche il cognome della madre).
Per i nuovi nati la madre (in completa autonomia) decide se dare anche il suo cognome al figlio. Ovviamente e’ consigliabile accordarsi prima con il padre che comunque non potrebbe opporsi.
Il numero massimo di cognomi viene fissato in 2, i cognomi gia’ composti da piu’ parole vengono considerati come cognomi multipli. Ad esempio Pecoraro Scanio sono due cognomi e basta, D’Alema puo’ essere considerato ancora come uno.
Se i genitori hanno piu’ cognomi la madre decide se e quale passare al figlio. Se la madre rinuncia a passare uno dei suoi cognomi allora il padre potra’ passarli entrambi, altrimenti a sua volta decidera’ quale dare al figlio.
Tutto questo verra’ fatto con le normali procedure attuali per l’anagrafe dunque alla direzione sanitaria dell’ospedale dove nasce il figlio oppure allo stato civile del comune di residenza.
Onestamente lo trovo un giusto riconoscimento purche’ non diventi un obbligo come invece prevedeva la proposta del Ministro Bindi (ma non sappiamo come si chiami la mamma).
IO credo che sia giusto, che la madre e il padre di un bimbo possano dare di comune accordo il cognome a scelta o entrambi. Veramente sarebbe anche l’ora che questa benedetta legge venisse approvata. Invece di pensare ai DICO e i Pacs, facciamo passare prima questa legge che è più giusto per le donne e per le famiglie italiane. Chi pensa che i coniugi litigherebbero su quale cognome attribuire al proprio nome è sola pura demagogia. Proporrei di fare anche su questa legge una petizione popolare, affinché passi al più presto. Grazie Lucia