Liberalizzazioni?

Da Wikipedia

La liberalizzazione è un processo legislativo che consiste, generalmente, nella riduzione di restrizioni precedentemente esistenti.

Dunque ogni liberalizzazione dovrebbe portare ad abrogazione di norme che in precedenza ponevano dei limiti rendendo la liberta’ negata.

Sul sito del Governo purtroppo si agisce al solito: c’e’ un gran bel comunicato stampa ma nessuna traccia del provvedimento. Come se gli italiani fossero soggetti ai giornali e non alla legge. Ma forse visto che sono tutti chiacchiere e distintivo (cit.) un comunicato stampa e’ cio’ che si addice meglio.

Analizziamo dunque quanto promettono.

Partiamo dal famigerato costo di ricarica del cellulare. Nessuna neppur lontana liberalizzazione dal momento che non solo non viene tolto un vincolo ma questo viene creato.

Che i costi fossero spropositati non c’e’ alcun dubbio, 5 euro non trovavano in nessun caso una giustificazione economica ma l’abolizione tout-court non tiene conto al contrario degli effettivi costi e competenze. Ad esempio prendiamo il canone RAI, puo’ essere pagato in posta (costo 1,00 €), su poste.it (costo 2,08 €), in tabaccheria (costo 1,55 €), al telefono con carta di credito (costo 2,42 €), su internet con carta di credito (costo da 1,90 a 2,55 €). Solo 4 banche accettano di pagarlo gratis tramite l’home banking, per il resto hanno tutte un costo da 1 € in su.

Dunque una tassa di possesso ha sempre e comunque un costo accessorio d’incasso mentre la prestazione del servizio non puo’ averla? Lo trovo sinceramente assurdo.

Da non dimenticare poi che l’AGCOM ha gia’ attivato un’indagine in proposito i cui risultati arriveranno a breve e che avremmo avuto lo stesso effetto con un vero intervento di liberalizzazione (anche andando a pestare i piedi alle compagnie telefoniche ed al presunto relativo cartello) e non con una nuova vessazione.

Perche’ non abolire nel contempo un’anacronistica tassa sulle comunicazioni radiomobili?

La trasparenza delle tariffe e’ piu’ che buona, ma non si puo’ chiederlo in uno spot di 15 o 30 secondi. In ogni caso una tariffa e’ composta da un eventuale scatto alla risposta e da un costo per ogni unita’ di tempo. Per mia scelta ho una tariffa senza scatto alla risposta e per unita’ di tempo il secondo. Non e’ possibile confrontare le tariffe se non presentando dei costi totali per telefonata. Magari imporre accanto alla tariffa una tabellina con i costi complessivi di una telefonata di 20 secondi, 1 minuto, 3 minuti e 10 minuti. Sapendo mediamente quanto si sta al telefono si puo’ valutare la propria tariffa ideale. Sono contrario alla standardizzazione delle tariffe, perche’ comporterebbe un aumento per quasi tutti e soprattutto sarebbe esattamente il contrario di liberalizzazione.

Abolita la durata del contratto si potra’ recedere in qualunque momento. E cosi’ in Italia non arriveranno mai i telefonini gratis per i clienti fedeli. Tre ci stava provando, ora dovra’ cambiare rotta.

Idem anche per Sky. Faccio il contratto ad 11 € per i primi tre mesi ed appena scadono recedo e faccio un nuovo contratto con le stesse caratteristiche. Dove sta la liberalizzazione se alle parti non e’ data possibilita’ di sottoscrivere un contratto con una durata ben precisa a condizioni ben precise?

Perche’ non dare la possibilita’ agli utenti che si avvalgono della MNP di mantenere il proprio credito con il nuovo operatore? Fra operatori si procederebbe a compensazione. Questo sarebbe certamente piu’ funzionale e sensato.

I prezzi dei carburanti saranno segnalati all’ingresso in autostrada, certamente piu’ interessante che sapere quanti sono i morti dall’inizio dell’anno su quella tratta, aumenta la competizione, ma solo sul prezzo, non sulla qualita’, non sul servizio. Non e’ concorrenza ma assalto alla diligenza del millesimo in meno.

I medesimi tabelloni daranno informazioni prima del pagamento del pedaggio sulle limitazioni del traffico in autostrada. Ovvero prima di uscire mi dicono se ho incontrato un incidente?

Le compagnie aeree dovranno indicare il costo totale del biglietto. Bene! (come vedete non sono contro a questo provvedimento per partito preso) Era ora che anche in questo settore si arrivasse al prezzo finale subito, e’ come se io indicassi il prezzo del prodotto e poi facessi pagare a parte il prezzo della commessa che ha assistito il cliente ed i costi di luce e riscaldamento per il tempo che il cliente e’ rimasto in negozio.

La data di scadenza (che in realta’ non e’ la data di scadenza) dovra’ essere messa in evidenza in grande. Alla fine troveremo delle confezioni enormi per prodotti minuscoli perche’ tutte le scritte dovranno essere messe ben in evidenza.

Viene poi introdotto il divieto di esclusiva nelle assicurazioni, anche qui nessuna liberalizzazione, tutt’altro. Se uno poteva lavorare con una sola assicurazione al meglio ora dovra’ avere anche altre compagnie con maggiori difficolta’ di gestione. In questo caso come in altri precedenti si vuol favorire il grande penalizzando i piccoli.

Arriva poi il comparatore ministeriale di RC auto, quello che oggi fanno le agenzie plurimandatarie lo fara’ lo stato (anche qui al posto della liberalizzazione ci sara’ la nazionalizzazione) e dunque non ci sara’ piu’ necessita’ delle agenzie, potremo comprare la polizza direttamente essendo inutile l’agente. Chissa’ se assieme alle tariffe verranno correttamente evidenziati anche tutte le clausole come ad esempio quelle non indifferenti relative alla rivalsa.

Infatti a motivazione del comparatore ministeriale viene ripresa una frase del 2003 dell’Antitrust che dice tutt’altro ovvero che e’ auspicabile la nascita di “operatori specializzati o intermediari”.

Alcuni provvedimenti anche in riferimento ai mutui ipotecari fra cui la cancellazione semplificata dell’ipoteca. Questa e’ una cosa positiva.

Invece non vedo altrettanto positivamente la cancellazione della penale per estinzione anticipata. Se il libero contratto fra le parti (io ho due mutui e nessuno dei due la prevede) decide di migliorare altri aspetti economici ponendo un vincolo di questo tipo non vedo perche’ si debba limitare la liberta’ vietando un comportamento.

Il mutuo inoltre puo’ essere portato da una banca ad un’altra senza perdere i vantaggi fiscali iniziali. Spero non diventi uno strumento per generare truffe.

Vogliono vietare stipendi e pensioni in contanti ovvero ognuno dovra’ avere un conto corrente se vuole continuare ad essere retribuito. Intanto pero’ non hanno abolito i costi di tenuta conto. Ne’ il bollo sui conti correnti.

Spettacolare anche questa, vogliono abolire l’elenco clienti-fornitori che hanno reintrodotto 6 mesi fa!

Viene eliminato il PRA. Bene!

Aumenta il costo del GPL. Ok, loro dicono che con la libera concorrenza potendo far riempire il serbatoio da chi vuoi risparmi. Ma intanto paghi il noleggio del serbatoio che fino ad oggi era in comodato gratuito. Chi voleva garantirsi la massima liberta’ acquistava il suo serbatoio e gia’ oggi lo faceva riempire da chi voleva. Anche questa e’ una misura che va contro la liberta’ individuale di sottoscrivere un contratto come si ritiene piu’ vantaggioso.

Parrucchieri e guide turistiche, questi si che sono i monopoli che danneggiano l’Italia!

Poi ci sono i distibutori di carburante, in Italia sono 23mila e danno lavoro a 55mila persone. La media di carburante distribuita da ogni impianto e’ sotto alla media europea, pero’ vogliamo aprirne dei nuovi. La conseguenza, come per gli esercizi di vicinato, sara’ la scomparsa nei piccoli centri a danno soprattutto delle persone con ridotte capacita’ motorie che magari usano una minicar per andare al bar la sera.

Un’impresa in un giorno. Salvo che di fatto non sara’ vero per nessuno.

Infatti tu puoi iniziare l’attivita’ salvo che:

  1. I codici necessari (in particolare la P.IVA) verranno dati successivamente, entro una settimana;
  2. Ogni attivita’ che abbia attinenza ad esempio con la tutela della salute o della sicurezza ha tempi piu’ lunghi. L’agibilita’ di un locale e’ elemento essenziale per la tutela della salute e della sicurezza di chi ci lavora e degli avventori. Dunque nessun negozio, per dirne una, potra’ aprire in un giorno.

Viene abolita la commissione di massimo scoperto, bene, salvo che poi nei contratti bancari aumenteranno ad esempio gli interessi passivi.

Infine, che c’entrano le scuole con la liberalizzazione?

3 commenti su “Liberalizzazioni?”

  1. Sull’abolizione del costo fisso si è dimenticato un particolare: il costo era iniquo in quanto non proporzionato alla ricarica.
    Chi ricarica spesso cifre basse (tipicamente ci ha pochi soldi a disposizione!) paga molto di più di chi è in grado di fare grosse ricariche. Su una ricarica di 20 euro si pagano 5 euro fissi, gli stesso che si pagano ricaricando 200 euro.
    Le dice nulla questa differenza?
    bene hanno fatto ad abolirla.

  2. Il problema non e’ la proporzione con la ricarica. Verosimilmente un bollettino postale da 0,20 euro costa 1 euro (500% di commissione) allo stesso modo di un bollettino da 10.000 euro (0,01% di commissione).

    La produzione della tesserina per la ricarica e la distribuzione sulla rete commerciale costa uguale per tutti i tagli.

    Comunque sulle ricariche da 5 euro ci sono 4 euro di traffico (commissione 20%), sulle ricariche da 10 euro 8 sono di traffico (commissione sempre 20%), sulle ricariche da 30 euro il traffico corrisponde a 25 euro (16,7% di commissione), aumentando la cifra l’incidenza della commissione cala progressivamente.

    Mi pare che qualunque ragionamento economico renda piu’ vantaggioso un acquisto maggiore. Lo stesso 3×2 si basa su questo meccanismo.

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