Oggi e’ il compleanno di mia nonna, 91 per l’esattezza.
Se me lo aveste chiesto la settimana scorsa vi avrei risposto anche portati molto bene, oggi no, non posso dirvelo perche’ questa settimana e’ stata gia’ due volte al pronto soccorso. Stendo un velo pietoso sul quanto poco pronto sia perche’ divagherei.
Martedi’ e’ caduta, nessuna frattura, nessun trauma visibile, ne’ ad occhio nudo ne’ strumentalmente (le hanno fatto pure la TAC). Pero’ c’e’ stato un crollo psicologico che di colpo ha trasformato una novantenne non arzilla ma certamente autonoma in una persona bisognosa di assistenza continua.
La diagnosi impietosa, che non cito non per tutela della privacy ma per rispetto della nonna, non da scampo, la situazione non potra’ che peggiorare. E con lei anche noi, a partire da mia madre, figlia unica, soffriremo. Nello spirito per lei, nel fisico per starle accanto.
Di questi tempi in un caso simile si staccherebbe la spina, perche’ far soffrire inutilmente una povera vecchina?
Io invece oggi, dopo essere stato accanto piu’ del solito, piu’ del novantesimo compleanno dico: 100 di questi giorni!