Onorevole telefonata.

Leggevo su Punto Informatico stamattina che l’Onorevole Raiti (IdV) ha definito i costi di ricarica dei cellulari “orpello medievale” ed “assurda tassa” cosi’ ho pensato bene di scrivergli per fargli notare che una tassa medievale c’e’ e non e’ sui ricaricabili bensi’ sugli abbonamenti.

Buongiorno,

Ho letto una Sua dichiarazione a proposito dei costi di ricarica dei cellulari in cui li definisce “orpello medievale qual è l’assurda tassa in discussione”.

Volevo pertanto farle notare che esiste effettivamente una vera tassa di stampo medievale sui cellulari con abbonamento (non ricaricabili) che ammonta a 5,16 euro mensili per i privati, 12,91 per i contratti aziendali che non e’ stata minimamente sfiorata dal decreto.

E dire che proprio questa tassa e’ la causa principale del bassissimo numero di abbonamenti a favore delle ricaricabili in Italia (circa 10% contro 90%) rispetto ad un sostanziale pareggio nel resto d’Europa.

Una vera liberalizzazione sarebbe stata quella di abolire questa tassa (che con un conto approssimativo fornisce all’erario meno di 500milioni l’anno) in modo da incentivare il passaggio degli utenti dal contratto con ricarica al contratto con abbonamento che avrebbe piu’ facilmente ridotto i costi con offerte flat o semiflat.

Mi auguro che in sede di conversione del decreto vorrete tenere in conto anche questa ipotesi.

Buona giornata e buon lavoro.

Se avro’ risposta vi faro’ sapere.

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