Alla fine lo stadio di Catania e’ stato sequestrato per verificare i livelli di sicurezza dell’impianto.
Come se fosse avvenuto un incidente sul lavoro, come se l’idiozia umana dovesse essere prevenuta dalla legge 626. Come se per riportare il tifo e lo sport negli stati siano necessarie gabbie piu’ alte piuttosto che condannare senza remore i reati commessi.
L’ispettore capo di polizia Filippo Raciti e’ stato ucciso, assurdamente.
Come fara’ la vedova a spiegare ed a motivare ai due orfani la morte di loro padre per colpa di una partita di calcio. No, non per colpa di una partita di calcio ma per colpa di qualche idiota che lo sport non sa cosa sia.
Sto ripensando ora a qualche settimana fa quando allo stadio c’ero io con i figli, sto pensando che qualcosa del genere avrebbe potuto accadere anche allora e mi si gela il sangue nelle vene.
Ma oggi siamo qui, a piangere un uomo, un marito, un padre, un poliziotto che assurdamente durante una manifestazione sportiva a perso la vita per qualcosa che di sportivo non ha nulla.
Il calcio si ferma, si arrende alla violenza che non gli e’ propria.
Riposi in pace Filippo Raciti, riprenda la sua purezza lo sport.
Purezza dalla violenza di pseudotifosi, dalla corruzione, dal doping e torni ad essere un elemento aggregante di individui e popoli.