Leggevo su Anti-Phishing Italia questo rapporto in cui si evidenza che rispetto ad un anno fa il primo trimestre del 2007 ha registrato un aumento del 1.775% con 225 tentativi di phishing riscontrati. Ne consegue che nello stesso trimestre dell’anno scorso i tentativi dovevano essere stati 12, dunque il raffronto a numeri anziché a rapporto sembra quasi più tragico: 225-12. Se poi consideriamo che nel solo primo trimestre gli attacchi sono stati il doppio di tutti quelli dell’anno scorso il quadro è ancora più fosco.
L’87% del phishing che ci raggiunge prende di mira le poste. In buona sostanza nel primo trimestre di quest’anno ogni giorno 2 messaggi cercavano di carpire i nostri dati di accesso ai servizi online BancoPosta. E chi usa la rete abitualmente sa benissimo che in aprile, da Pasqua in qua, gli attacchi si sono moltiplicati a dismisura. Spannometricamente parlando direi che i phishing a sfondo postale si sono ulteriormente moltiplicati, spannometricamente parlando siamo ben oltre i 10 al giorno.
È evidente che ci sono veramente tanti utenti che cadono nella trappola, non si spiegherebbe altrimenti. Ma mi piacerebbe vedere un’analisi di questo fenomeno. Perché decine di phishing sulle poste mentre ad esempio gli utenti Fineco sono meno soggetti?
Non penso proprio che sia solo ed esclusivamente nel rapporto di forza fra i due istituti, certamente Poste ha più clienti di Fineco in assoluto anche se per Fineco sono tutti online mentre per Poste solo in minima parte. Ritengo piuttosto che la causa principale sia da ricercare nella cultura di rete, Fineco è internetbanking della prima ora, quindi i suoi clienti sono mediamente più skillati di quelli delle poste.
Qualcuno ha dati statistici sugli utenti caduti in questo tranello? Sarebbero una fonte interessante anche in prospettiva di una maggiore educazione degli utenti di internet e di internetbanking in particolare. Formare correttamente i propri clienti penso sia per la banca un investimento certamente più economico che far fronte a tutte le frodi e alla perdita di immagine di fronte alle vittime che non possono trovare nel loro istituto di riferimento alcun sostegno sostanziale.