Telecom rischia di prendere il volo con Alitalia.
Ed il governo è seriamente preoccupato (anche io se è per quello) perché se già è tragico avere un sostanziale monopolio in mano a persone inadeguate in Italia (pensate allo scandalo intercettazioni) ancora peggio sarà se la compagnia telefonica di bandiera (che potrebbe a breve lasciare il tricolore per diventare a stelle e striscie) verrà controllata dagli intercettatori per antonomasia.
Il ministro Ferrero dichiara:
La privatizzazione fatta anni addietro rischia di diventare ora la svendita di un ulteriore apparato produttivo italiano: su questo va aperta una discussione politica.
Non mi pare ci sia molto da discutere, la privatizzazione telecom è avvenuta all’epoca del primo governo Prodi.
Facciamo l’appello:
Romano Prodi – Presidente del Consiglio dei Ministri – presente
Vincenzo Visco – Ministro delle Finanze – presente
Pier Luigi Bersani – Ministro dell’Industria, Commercio e Artigianato – presente
Antonio Di Pietro – Lavori Pubblici con delega Aree Urbane – presente
Guido Rossi – Presidente Telecom Italia – presente
Antonio Maccanico – Ministro delle Poste e Telecomunicazioni – assente (è comunque un senatore della maggioranza)
Ora, più che discutere allegramente se lorsignori si riunissero in conclave (come già altre volte) e si rendessero ben conto che tutto ciò che è capitato a Telecom Italia nell’ultimo decennio è frutto delle loro stesse decisioni (come in primis quello di non separare la rete fisica dalla commercializzazione dei servizi su di essa) si farebbe un netto passo avanti.
Anche lo zoccolo duro che da principio non c’è stato avrebbe dovuto dare da pensare ma evidentemente avevano altro per la testa.
Un’altra cosa poi mi appare strana. Quando al governo c’era Berlusconi e Fazio voleva tutelare le banche nazionali dall’invasione straniera era uno scandalo perché non si può limitare il mercato. Ora che il mercato vorrebbe Telecom nell’America centrosettentrionale è di nuovo uno scandalo perché perdiamo un elemento fondamentale dell’italianità.
Mi auguro che le banche che hanno diritto di prelazione agiscano su Olimpia o che il mercato stesso, mosso da un impeto di campanilismo (difficile da trovare fra gli italiani), tutelino Telecom.
Ma che i politici, soprattutto quelli che l’hanno svenduta 10 anni fa, non vengano con le loro lacrime di coccodrillo!
bello il tuo blog mi piacciono tanto i tuoi post su figli e famiglia
Manu(fo)
Per prima cosa bisognerebbe rendersi conto che abbiamo una classe politica di incompetenti (non solo a sinistra) soprattutto in economia (ma non solo).
In secondo luogo, non sono così contrario al fatto che Telecom venga acquistata da AT&T, che anzi mi pare una garanzia da diversi punti di vista.
D’altra parte, che senso ha fare discorsi sulla “italianità” di una società di servizi?
Capisco nel caso di aziende come la Fiat, che hanno stabilimenti con migliaia di operai, che qualora venisse acquistata da una società estera, rischierebbero la ricollocazione in Europa dell’est o altrove.
Ma la telefonia mi pare che potrebbe avere solo vantaggi da un partner straniero di alto livello anche in quanto a ricerca e sviluppo.
Inoltre, se devo essere onesto, piuttosto che se la pappino le solite Banche, la Telecom la venderei anche ai Cinesi… anche perché (come fa notare Fausto Carioti), alla fine se comprano le Banche italiane, a pagare veramente saremo noi, 2 volte: prima come clienti delle banche e poi come contribuenti:
“Il rischio, molto concreto, è che alla fine l’azienda resti in mani italiane, e che il prezzo che Tronchetti chiede, siccome nessuno ha i soldi per pagarlo (il capitalismo italiano è morto da un pezzo, parce sepulto), lo versino i contribuenti. O scorporando la rete fissa di Telecom e rivendendola allo Stato a caro prezzo, come prevedeva il piano stilato da quel genio del braccio destro di Prodi, Angelo Rovati. Oppure lasciando il compito di risolvere la questione alle banche, le quali poi si rivarrebbero della spesa resa così alta dall’intervento degli americani cambiando – ovviamente in peggio – le condizioni praticate ai correntisti. Il mese di tempo che si è presa Pirelli per dare una risposta agli americani servirà proprio a capire se e come toccherà ai contribuenti italiani finanziare l’ennesima avventura Telecom.”
Grazie Manu.
@mauro
Forse vedrò troppi telefilm con tanto di scandalo Echelon (o forse sono troppi telegiornali con scandalo intercettazioni).
Diciamo che mi fa paura tanto quanto volare con Aeroflot se non fosse che l’ultimo aereo l’ho preso quasi 15 anni fa, l’ultima telefonata l’ho fatta oggi pomeriggio.