… e non capisci.
Leggo su il Velino i dati di ascolto di ieri sera.
In prima serata ha vinto il Milan, come sul campo.
Ma la mia attenzione è stata catturata dalla seconda serata.
Questi i dati presenti nell’articolo:
| Canale | Spettatori | Share | PCD* |
| RaiUno | 1.209.000 | 16,01% | 7.552.000 |
| RaiDue | 641.000 | 9,92% | 6.462.000 |
| RaiTre | 484.000 | 5,45% | 8.881.000 |
| Canale 5 | 1.116.000 | 22,49% | 4.962.000 |
| Italia 1 | 770.000 | 7,16% | 10.754.000 |
| ReteQuattro | 1.124.000 | 10,75% | 10.456.000 |
| La7 | 254.000 | 3,34% | 7.605.000 |
* PCD = pubblico complessivo desumibile (non è un termine a valore universale, è per farmi capire)
In buona sostanza pur analizzando programmi nella stessa fascia oraria di senconda serata ci troviamo che mediamente davanti al televisore c’erano da 5 a quasi 11 milioni di spettatori. Non mi pare così tanto statistico come dato allora.
Visto che ogni tanto .mau. passa a commentare forsa potrà darmi un chiarimento.
Dai semplici numeri complessivi non è che si possa dire molto.
Quello che posso immaginare, supponendo che i dati non siano proprio del tutto farlocchi, è:
– il concetto di “seconda serata” è variabile, visto che non è che tutti i canali inizino e termino i programmi allo stesso momento: se quindi un’emittente ha una “seconda serata” che inizia e termina prima, a parità di numero di spettatori avrà uno share più basso (e quindi un pubblico totale televisivo stimato maggiore).
– numero di spettatori e share vengono calcolati con due algoritmi diversi
Detto tutto questo, visto che Auditel a me i dati grezzi non li dà, non mi metto a cercare di più.
Anche io pensavo qualcosa del genere.
A questo punto direi:
1) I dati di raffronto auditel non hanno di per se un gran valore se non per programmi sovrapposti di massimo 10 minuti.
2) Non avendo dati originari ma solo elaborati non è possibile verificarli e quindi bisogna fidarsi ad occhi chiusi.
3) La statistica è la scienza che lega l’asino dove vuole il padrone.