Quando si potrebbe tacere.

O meglio, quando si potrebbe più proficuamente parlare a quattr’occhi.

Ansa riporta la notizia di un parroco di 84 anni (alla faccia dello scalone per ottenere la pensione) che ha negato la Prima Comunione ad un bambino autistico.

Ovviamente i dettagli della vicenda rimangono abbondantemente fumosi al punto che ogni opinione in merito è parimenti valida non poggiandosi sui fatti ma sulle impressioni.

E così anche questo mio post è una pura constatazione su ciò che non conosco nei dettagli quindi mi attengo ad un principio generale dal momento che negli ultimi 4 anni ho avuto 3 Prime Comunioni in casa ed il quarto anno Luisa era catechista.

Secondo quanto riportato dall’agenzia due anni fa i genitori hanno informato il parroco del problema del figlio non mandandolo a catechismo ma chiedendo che potesse ricevere comunque la Comunione. Solo di recente si sono rifatti vivi chiedendo il sacramento che il parroco ha negato essendo mancata la preparazione.

Dalla Sequenza del Corpus Domini si legge:

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!

E dalla Prima lettera di San Paolo ai Corinzi (10, 29):

Chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna.

Ora, spero proprio che i genitori non volessero la condanna per il proprio figlio! Forse, più semplicemente, potrebbero aver preso il valore del sacramento molto alla leggera (capita) contando sul fatto che il gemello sano avesse ricevuto la preparazione adeguata.

Il gesto del parroco che loro contestano apertamente (perché i problemi privati non finiscono sul giornale) potrebbe esssere stato in realtà un grande atto di carità che loro non hanno riconosciuto. Più facile sarebbe stato permettergli di accostarsi alla comunione, ma il rischio sarebbe stato decisamente alto.

Ma sempre la Sequenza conclude:

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

Quindi ritengo che con la collaborazione e l’aiuto reciproco fra il parroco ed i genitori si possa educare quel bimbo a conoscere Gesù e ad accoglierlo nella Comunione. Ed il Signore ne terrà conto non negando la grazia che accompagna ogni sacramento.

2 commenti su “Quando si potrebbe tacere.”

  1. Sono cattolica. Non ho capito bene se parli sul serio o se ironizzi. Da cattolici e da cristiani, ma in genere non si fa perchè Gesù è immerso e soffocato da una sovrastruttura gigantesca, qualsiasi cosa facciamo, specialmente se siamo sacerdoti, dovremmo farla immaginando cosa avrebbe fatto Gesù al posto nostro. Se fosse così si compierbbe la preghiera che facciamo durante la messa “rendi la tua chiesa perfetta nell’amore”….

  2. Dico seriamente ciò che l’Apostolo ha ribadito in una sua epistola.

    Con i sacramenti non si scherza. Gesù non è andato in croce per scherzo.

    E tu dimmi, impedire ad una persona di farsi seriamente del male non è amarla?

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