Valutazioni.

Dopo i comunicati legge ora compaiono anche le note legge. Ma questa volta non vengono da un organo governativo ma direttamente da un sindacato.

La CGIL non vuole che la Religione Cattolica sia nella sostanza materia di studio. Ma purtroppo, per loro, così non è.

L’ora di IRC è curriculare al punto che chi decide di non avvalersene non ha un’ora libera ma un’ora di altra materia sostitutiva. Se fosse facoltativa nell’iscrizione alla scuola avremmo un orario prestabilito di un ora in meno e come lezione aggiuntiva (come ad esempio i corsi di informatica o musicali) a parte. Ma o IRC o altro, comunque obbligatori.

Ed in ogni caso gli isegnamenti facoltativi nell’istante in cui vengono richiesti diventano obbligatori per frequenza e danno seguito a valutazione specifica in scheda.

Il fatto che per l’IRC la valutazione non venga inserita in pagella ma in un modulo separato deriva da una semplificazione nella tutela della privacy. Chi infatti deve presentare la pagella per qualunque motivo (ad esempio una borsa di studio) può omettere l’inserimento della scheda evitando così il trattamento di dati sensibili da parte di chi deve gestire la pagella stessa.

Il sindacato sottolinea come nella legge gli insegnanti siano tutti uguali, compresi quelli di IRC, salvo poi dire che l’insegnante di IRC non può essere determinante per la promozione o la bocciatura. Sono uguali o no?

In ogni caso il sindacato conclude perentorio: nè il ministero, nè le direzioni regionali, nè il TAR potranno decretare nulla di contrario a quanto stabilito dal sindacato.

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