Quando il potere è in mano di uno solo, quest’uno sa di essere uno e di dover contentare i molti; ma quando i molti governano pensano soltanto a contentar sé stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa: la tirannia mascherata da libertà.
Luigi Pirandello.
Oggi si fisteggiano i 61 anni dal referendum fra la monarchia e la repubblica. Referendum in cui ha vinto di stretta misura (e non senza dubbio di brogli), come tutti sappiamo, la repubblica.
In realtà in questo giorno sarebbe meglio festeggiare il suffragio universale in cui le donne, per la prima volta in Italia, ebbero diritto di voto. Diritto garantito da Umberto II, re d’Italia per un solo mese.
Infatti il re abdicò prima della comunicazione ufficiale dell’esito del referendum per evitare contrasti in un Paese appena uscito dalla peggiore delle guerre. Alcide De Gasperi infatti, una settimana prima che la Corte di Cassazione rendesse pubblici i risultati definitivi, come presidente del consiglio si arroga il diritto di capo provvisorio dello stato repubblicano. Il re, il 12 giugno, dunque abdica lamentando il colpo di stato e nel contempo libera le forze armate dal vincolo di giuramento di fedeltà al re per evitare ogni possibile disordine. Il 13 giugno parte in esilio.
Non si saprà mai se veramente la repubblica (sostenuta sia dagli Alleati che dall’URSS) abbia veramente vinto nel referendum perché molte schede non saranno mai più trovate.
Non sono per il ritorno della monarchia, ma neppure per un’informazione storica falsata.
Viva l’Italia, viva la repubblica, viva il voto alle donne!