Abuso di mezzi di correzione, questa è l’accusa per un’insegnante palermitata che ha fatto scrivere per 100 volte “Sono un deficiente” ad un ragazzo della sua classe che aveva compiuto atti di bullismo ai danni dei compagni.
Se veramente l’insegnante verrà condannata povera scuola! E poveri genitori.
Ai miei tempi (ammetto 25-30 anni fa) queste punizioni erano all’ordine del giorno, ma mai nessun genitore si sarebbe messo contro l’insegnante. Come potrà questa docente avere ancora un compito educativo nei confronti di quel ragazzo e dei suoi compagni se la sua autorità è stata completamente annullata dal genitore che ha sporto denuncia?
Quale autorità verrà riconosciuta dal giovane da ora innanzi?
Chissà poi perché i media hanno tutti enfatizzato il fatto che il ragazzo abbia scritto 100 volte deficente anziché deficiente, forse per nascondere la triste realtà