Genova, La Spezia, Palermo… sono forse solo la cima dell’iceberg della confusione elettorale che prosegue da oltre un anno, dalla notte in cui Prodi ha vinto le elezioni politiche.
O forse già da prima c’erano questi problemi ma non venivano alla luce.
Fatto sta che quando ci sono maggioranze bulgare l’errore è tollerabile (anche se non dovrebbe esserlo per rispetto ad ogni singolo elettore), ma quando i risultati si giocano sul filo di lana il controllo deve essere tempestivo e preciso.
Un anno fa non c’è stato questo controllo, oggi vogliamo che non si ripeta la stessa situazione. Non per far vincere il centrodestra a Genova o il centrosinistra a Palermo. Perché ogni voto, ogni elettore, ha una sua dignità che deve essere riconosciuta.
Se il sistema elettorale è indadeguato è necessario correggerlo, ma al contempo è fondamentale che chi sta dentro al seggio abbia la capacità, la volontà e gli strumenti adeguati per svolgere questo compito fondamentale per la democrazia.
È giusto che la mansione di scrutatore rimanga nelle mani del popolo per evitare che una schiera di scrutatori professionisti possa creare ancora più danni di quelli dilettanti. Ma a queste persone deve essere data tutta la formazione necessaria.
Ed altrettanto fondamentale è che la politica torni sul territorio, che ad esempio tutti gli interessati possano avere un rappresentante di lista nel seggio a verificare ma anche a collaborare con gli scrutatori.
Questo è fondamentale per la democrazia, senza la certezza del voto ogni sistema elettorale risulterebbe una mera farsa.