Telepago.

No, non offro io, si fa alla romana.

Ma le Poste stanno arrivando nella telefonia e via Quintarelli apprendo che il telefono delle Poste consentirà di trasferire denaro sulla PostePay del figlio che ha perso il portafogli. Una domanda sorge spontanea: dove tiene di solito la PostePay?

Nessun cenno ai pagamenti ad esempio verso i siti di e.commerce, nessuno neppure per sapere se si tratta di ricaricabili oppure se saranno legate ad un conto corrente postale come un’estensione.

Ma l’essenziale di questo telefono che consentirà addirittura di telefonare sarà il codice segretissimo (mica come i PIN del bancomat) per trasferire denaro.

Poi sarà possibile mandare un telegramma azzurro o rosa per i nuovi nati. Wow!

E se ti arriva un pacco contrassegno da 10 euro (in pratica paghi meno del costo di trasporto del pacco stesso) sarà il postino (che non consegna i pacchi visto che sono affidati ai vettori) a maneggiare il tuo cellulare per addebitarti l’importo, magari inserirà lui stesso il codice segretissimo.

Il marchio innovativo di tutto ciò? PosteMobile.

Da un lato – spiega Sarmi – volevamo che ci fosse la parola Poste perché unisce, penso, tradizione e capacità di innovare. La parola “mobile”, poi, è semplice e immediata. Come semplice vorremmo che fossero i nostri servizi, i nostri cellulari.

Speriamo che nella sostanza siano un po’ meno… meno.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.