Incubo di una settimana di mezza estate.

Non l’ha fatto Shakespeare ma Robin Good che si è trovato da un giorno all’altro espulso dalle ricerche di Google.

Robin è seriamente preoccupato e condivido la sua preoccupazione. Veramente un incubo per ogni webmaster sparire dalle indicizzazioni di Google.

Non condivido invece passaggi come:

La nostra piccola impresa di micro publishing sta fallendo per una situazione che non poteva certo essere prevista in alcun modo.

Ogni possibile inconveniente deve essere conteggiato. Non si può aprire un’impresa senza tenere in debito conto che può aprire un concorrente più grosso, o che la strada in cui ti trovi potrebbe essere chiusa al traffico. E più è grande, più cresce l’impresa tanto più bisogna porsi queste domande e cercare le dovute assicurazioni e prendere le debite precauzioni.

Con Google tutto questo è difficile, perché non rispondono a questo genere di domande, perché non assicurano che sarai sempre al primo posto nel loro cuore né tantomeno nelle ricerche per le parole chiave di tuo interesse. Google non ha alcun vincolo contrattuale con te, se crede ti indicizza, se non vuole ti cancella nella sua libertà. Altre volte è stato fatto anche con nomi illustri, non escludo che questa volta si sia trattato di un errore. Umano o tecnico. Ma per questo errore non si può portare Google in tribunale. Perché Google non è obbligata ad assicurarti n visitatori unici al mese.

Penso che Robin Good avrebbe dovuto premunirsi contro questa ipotesi, decisamente remota ma certamente molto dannosa, con altri accessi al suo sito. Magari potenziando la fidelizzazione, magari stringendo accordi di cobranding/republishing con altri siti.

Non condivido neppure Camisani Calzolari quando dice che lo stato dovrebbe tutelare Robin Good da Google.

Robin è un cittadino digitale perché passa gran parte del suo tempo online, guadagna e spende online. Questo fa riflettere anche su considerazioni correlate ai principi di residenza per cui è centrale il luogo in cui passi la maggior parte del tuo tempo ai fini delle tassazioni, della cittadinanza, etc. Se un Robin analogico con rapporti analoghi, ma fisici avesse avuto un problema simile, ci sarebbe stata la possibilità di rivolgersi a qualche forma di legge, norma, ente, o associazione per difendere i propri diritti e comunque per tutelare un cittadino/imprenditore vessato da possibili ingiustizie.

Robin Good dovrebbe essere un apolide o un cittadino della rete? Non è forse un essere umano? Non mangia 3 volte al giorno come me?

Se un Robin analogico si fosse trovato senza collegamento di rete perché è caduta l’ADSL avrebbe avuto una tutela in base al contratto, e comunque io mi sono trovato un mese senza ADSL senza alcun rimborso. Ma ribadisco, se da un giorno all’altro sorgesse di fronte a me un concorrente più grande di me per farmi le scarpe nessuno stato o altro organo mi tutelerebbe. Se scoppiasse un incendio che distruggesse la mia sede senza un contratto d’assicurazione preesistente perderei tutto.

L’indicizzazione di Google non è garantita da nessuno, un po’ come i guadagni nei fondi comuni. Si può pensare, o sperare, che continui e migliori, ma non se ne ha la certezza.

Robin è un esempio di grande coraggio. E’ l’unico italiano a vivere solo ed esclusivamente di web senza avere rapporti economici offline. Guadagna solo dalla pubblicità, dalla donazioni, e da tutto quel che providene da circuiti di affiliazione esclusivamente online.

Perché, che differenza c’è con un’azienda di solo e.commerce? Non è che la materialità del prodotto debba essere un vantaggio, anzi, spesso è uno svantaggio perché ai problemi propri della rete si aggiungono anche quelli logisitici ad esempio. E non è che ci siano siti di e.commerce che non ritengono utile, se non necessario, essere ben indicizzati da Google. librando.it riceve oltre l’80% delle visite da Google.

Google è libero di indicizzare chi e come vuole. Chi non è soddisfatto della sua opera o ritiene che abbia acquisito troppo potere può certamente passare ad un altro motore di ricerca ed invogliare tutti a farlo. Robin Good invece per la ricerca interna continua a far usare Google.

2 commenti su “Incubo di una settimana di mezza estate.”

  1. non sono del tutto d’accordo con quello che dici… Marco esagera, ma temo che tu lo faccia nella direzione opposta… esistono le authority, l’antitrust, e compagnia cantante… che poi non funzionino è un’altra cosa…

  2. Le autority servono per far rispettare i contratti.

    Contratti che potrebbero essere anche vincolati dalla normativa.

    Ma non penso che una legge possa imporre ad un sito quali altri siti linkare e come linkarli.

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