Cum grano salis.

Il Giornale:

Una roggia la costeggia sulla destra, campi di grano con le pannocchie gonfie a sinistra.

Ecco, qualcuno dovrebbe spiegare al giornalista che il grano (definizione comune del frumento) viene mietuto in giugno e che forma le spighe, non le pannocchie.

Discorso diverso per il granoturco (o mais).

Mi è venuto in mente quando Luisa mi diceva che i bambini del catechismo non erano in grado di disegnare grano ed uva perché in vita loro non avevano mai visto né una spiga né un grappolo. Probabilmente lo stesso è accaduto al giornalista.

5 commenti su “Cum grano salis.”

  1. Che tristezza…chissà se il giornalista in questione ha mai visto una gallina?

  2. Forse in TV, nella pubblicità improbabile in cui una bambina raccoglie le uova del nonno in mezzo ad un pascolo con galline e mucche.

  3. Alle elementari ci portavano in gita nelle aie delle fattorie. per lo più, i bambini miei compagni di scuola pasavano il tempo a turarsi il naso. I più non avevano mai visto una gallina o una mucca. Recentemente, ho letto di bambini di otto-nove anni che non hanno mai fatto il collegamento tra lo spezzatino e il vitello.

  4. Ora vanno di moda, dalle nostre parti, le fattorie didattiche.

    In pratica i bambini vanno in gita scolastica alla fattoria su misura di bambino pagando cifre assurde.

    Ai miei tempi si andava in gita a casa del compagno che aveva la fattoria, e poco importa se le galline non avevano il marchio CE e se a qualcuno capitava di pestare una cacca.

    Questo ormai è il problema, che tutto deve essere omologato, certificato, previsto, assicurato.

  5. Eeeh! Trovalo tu il compagno di scuola che ha la fattoria a Milano: al limite ci abbiamo il vaso di prezzemolo sul balcone! Sesto usava una fattoria, l’ultima di tutta Milano (città, non provincia) nel Parco Sud. Era una fattoria didattica, ma era di proprietà del comune di Milano, credo, e quindi…

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