Virgilione è tornato belle come prima.
Finalmente il vero V-day, il Virgilio Day.
Senza bisogno di Grillo, con un’iniziativa dal basso (per non dire dal fondo), l’amato portale di gioventù è tornato. A dire il vero ero online già da tempo quando è nato, ma questo è un altro discorso.
Un blog ha lottato con le unghie e con i denti per riottenere ciò che era perso, addirittura acquistando pubblicità a destra e a manca. E la sua battaglia ha avuto esito positivo, il nonnetto Virgilio è tornato più in forma che mai.
Ma chi c’è dietro questo blog tanto potente? Guarda caso un pubblicitario.
Certo che a suo tempo l’assorbimento di Virgilio in Alice (come quello di IOL e InWind accentrati in Libero) destò un po’ di smarrimento negli utenti. Ma oggi come oggi, ad una generazione/internet abbondante di distanza non fa la benché minima differenza, se non al limite creare nuova confusione.
Il tempo dei portaloni è comunque passato, e solo AOL non se n’è accorta sbarcando sul mercato italiano credendo che navighiamo con il mouse al naso ed il modem V.90 al collo.
E così come non sento la mancanza di Altavista ai tempi di Digital con i suoi primi banner nel più classico dei formati 468×60, oggi sarei sopravvissuto comunque anche se non fosse tornato Virgilio.
P.S.: Questo post è link-free perché non ritengo utile fare pubblicità gratis ad una campagna di marketing.