Repubblica fa i conti spannometrici su quanto costi la Chiesa allo stato italiano.

4 miliard di euro l’anno, come la politica.

Vediamo di cosa sono composti questi conti:

Con più prudenza e realismo si può stabilire che la Chiesa cattolica costa in ogni caso ai contribuenti italiani almeno quanto il ceto politico. Oltre quattro miliardi di euro all’anno, tra finanziamenti diretti dello Stato e degli enti locali e mancato gettito fiscale. La prima voce comprende il miliardo di euro dell’otto per mille, i 650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti dell’ora di religione (“Un vecchio relitto concordatario che sarebbe da abolire”, nell’opinione dello scrittore cattolico Vittorio Messori), altri 700 milioni versati da Stato ed enti locali per le convenzioni su scuola e sanità. Poi c’è la voce variabile dei finanziamenti ai Grandi Eventi, dal Giubileo (3500 miliardi di lire) all’ultimo raduno di Loreto (2,5 milioni di euro), per una media annua, nell’ultimo decennio, di 250 milioni. A questi due miliardi 600 milioni di contributi diretti alla Chiesa occorre aggiungere il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano, oggi al centro di un’inchiesta dell’Unione Europea per “aiuti di Stato”. L’elenco è immenso, nazionale e locale. Sempre con prudenza si può valutare in una forbice fra 400 ai 700 milioni il mancato incasso per l’Ici (stime “non di mercato” dell’associazione dei Comuni), in 500 milioni le esenzioni da Irap, Ires e altre imposte, in altri 600 milioni l’elusione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico, che gestisce ogni anno da e per l’Italia un flusso di quaranta milioni di visitatori e pellegrini. Il totale supera i quattro miliardi all’anno, dunque una mezza finanziaria, un Ponte sullo Stretto o un Mose all’anno, più qualche decina di milioni.

Vediamo un po’: 8 per mille, sempre pronti a dargli contro senza contare che lo stato italiano avrebbe dovuto pagare cifre ben più alte, poi ridotte con il concordato del 1929 ed ancora all’epoca del concordato con Craxi. Se la Chiesa quel 20 Settembre avesse, come avrebbe potuto benissimo fare, chiamato in soccorso i Paesi cattolici d’Europa contro l’invasore ora tutta l’Italia sarebbe Vaticano. Ma per fortuna (e per bontà divina) siamo uno stato laico che però deve tener conto anche di questo.

Insegnamento della religione cattolica: dal momento che una gran fetta degli studenti italiani se ne avvalgono sia giusto che lo stato paghi. Altrimenti eliminiamo anche inglese e francese, mica servono per essere italiani!

700 milioni di convenzioni per scuola e sanità. Ecco, come si può paragonare il sopperimento a mancanze pubbliche (molti asili privati lavorano perché non c’è posto in quelli pubblici, idem per la sanità) con lo spreco dei voli di stato per vedere i GP? Un minimo di decenza! Il governo aveva promesso 3000 nuove scuole materne, dove sono?

I grandi eventi, epperò, questi si che sono uno spreco. Lo stato laico ha speso 2,5 milioni di Euro per l’incontro di Loreto! Due rapidi conti della serva ci dicono che a quell’incontro hanno partecipato 500mila persone italiane e dall’estero. Diciamo che hanno speso in media 100 euro e troviamo un ammontare in beni (cibo, gadget, ecc.) e servizi (trasporti ed alloggio) che arriva a 50 milioni di Euro. 8,3 milioni di euro solo di IVA. 3 volte e 1/2 quello che lo stato ha sborsato. Quanto costa una manifestazione dove vengono sfasciate auto e vetrine? Quanto costa la pubblica sicurezza ad una partita di calcio dove viene ucciso un poliziotto? Al family day per un milione e mezzo di persone le forze dell’ordine non arrivavano alle 100 unità.

Capitolo a parte per le esenzioni. Le stesse che hanno i partiti, i sindacati, le ONLUS. Perché la Chiesa dovrebbe essere trattata peggio?

Ai bravi investigatori di Repubblica vorrei chiedere di analizzare quanta parte dei soldi raccolti dalla Caritas divenga aiuto effettivo e fare lo stesso rapporto per l’UNICEF. Poi vediamo se la Chiesa è accaparratrice o se è anche dispensatrice.