S. di vista.

Il blog di Stefano Scardovi & C.

La prima cosa falsa è la notizia.

Ricevo, condivido e pubblico.

Falsario a chi?

Di oggi l’ennesima notizia a discredito del commercio elettronico italiano.

Secondo un’indagine svolta dalla Confcommercio-Istituto Piepoli, il 30% delle merci contraffatte vendute nel nostro paese vengono offerte attraverso Internet.

E’ sotto gli occhi di tutti come questo possa avvenire.

Mentre i negozi on-line vengono controllati, ci sono altri canali di vendita completamente senza verifiche.

Canali dove chiunque può vendere riproduzioni, copie e falsi senza incorrere in nessun tipo di sanzione.

Il tutto senza garanzie, senza tutele a discapito della sicurezza e della salute degli acquirenti.

AICEL richiede l’impegno attivo da parte di tutti – operatori e consumatori – in quanto la contraffazione non solo è un reato, ma anche un calcio nel sedere alla cittadinanza onesta.

Se nella navigazione entrate in contatto con annunci o proposte commerciali di prodotti contraffatti scrivete senza esitazioni a sos@gat.gdf.it,

La legalità è la norma, non l’eccezione.

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