Come ad altri (online ed offline) mi è arrivato in buchetta postale una copia del libro di Bernardo Caprotti Falce e carrello proprio il giorno in cui è uscito in libreria anche il libro dei fincipit.
Desideravo leggerlo ma con ogni probabilità non l’avrei mai acquistato.
È rimasto sul comodino qualche giorno in attesa, penso che non mi fosse mai capitato di avere due libri da leggere in contemporanea.
L’ho preso in mano in questo weekend fra festività varie, cambio di PC, impegni vari. Ed in questo stesso weekend l’ho terminato.
Il libro ha anche un sito di supporto, dove fra l’altro ho scoperto che i diritti d’autore non vanno a Caprotti ma vengono devoluti ad una associazione milanese.
Non me ne voglia Geminello Alvi se sto per parlare male di lui, ma la sua prolissa prefazione dopo un paio di facciate l’ho saltata a piedi pari, se proprio siete masochisti potete leggerla gratis qui.
Ma poi inizia il libro vero e proprio, il racconto in prima persona del più grande innovatore della distribuzione commerciale italiana dello scorso secolo.
Vivendo in terra rossa (pur non essendo un campo da tennis) parte dei fatti narrati li avevo già conosciuti, e mi ha fatto certamente piacere trovarli scritti nero su bianco in un testo del genere.
Un libro comunque che non è indicato per tutti, se sei uno di quelli che la Coop sei tu dopo la lettura potresti andare a letto con qualche senso di colpa. Personalmente non metto piede in Coop da un paio d’anni.
Se la storia economica dell’eccellenza italiana e dei bastoni messi fra le ruote da certa politica non moralmente superiore vi interessa leggetelo. Ma anche se volete leggere un libro diverso dal solito, che chiama fatti e persone per nome. Potete comprarlo (ma per favore non alle librerie Coop :-P) facendo anche beneficienza, se avete un’azienda potrebbe arrivarvi per posta come a me, se passate d’in zona posso prestarvelo per il tempo di leggerlo.
Il sito di supporto falcecarrello.com è fatto con Textpattern, curioso.