Io c’ero.

Ecco: io c’ero!

Tutti oggi festeggiano i 25 anni del Commodore 64.

E tutti quelli che lo hanno conosciuto lo ricordano in modo assolutamente positivo. Non c’è alternativa. Il C=64 si è sempre amato. Gli unici detrattori erano quelli che non potevano averlo.

Io l’ho avuto. O meglio, l’aveva mio fratello, ma visto che poco dopo è andato a servire la Patria io ne ho avuto l’esclusiva per un anno. Per ringraziarlo a tempo debito gli feci anche un regalo.

Ricordo i peek ed i poke, e la prima cosa che facevo all’accensione era metterlo tutto nero con due poke.

Ricordo la programmazione in Basic 2.0 (e forse è nato all’epoca il mio rapporto di fiducia con zio Bill) che mi consentì anche di realizzare videogames con gli sprite (che non era la bibita analcolica).

Ricordo i primi giochi (rigorosamente copiati, non avrei neppure saputo dove cercarli gli originali): Ghostbusters (peccato manchi la schermata iniziala), Gyruss (con il quale in una sola partita ho raggiunto 3 volte la terra, Impossible Mission, Summer e Winther Games. Alcuni giochi si possono scaricare per lanciarli sugli emulatori.

Ricordo il Geos e la sua suite di applicazioni Office WYSIWYG (cosa che oggi appare il minimo sindacale) con il quale ho scritto il volantino per la mia candidatura al consiglio d’istituto (già in gioventù ero un politicante).

Ricordo l’adattatore telematico (comprato da Marco) con cui mi connettevo ad MCLink (in interurbana massima, dopo la prima bolletta del telefono abbandonai tutto) per commentare gli articoli del Giustozzi su MC-Microcomputer. E mi feci anche un software per registrare i messaggi offline e spedirli più rapidamente una volta connessi.

Ricordo l’hack hardware sul C=64 e sul drive 1541 per aumentarne la velocità.

Ricordo invece il registratore a saponetta che era sempre e comunque lento.

Ricordo l’audio straordinario ed anche un software emulava lo stereo (in qualche modo buttava ciò che leggeva dal registratore a cassetta sul sistema audio).

Ricordo la porta seriale a cui si collegava mouse, joystick, penna ottica, tavoletta grafica, ecc. che l’USB 2.0 gli fa un baffo.

Ricordo che in fondo ai menu nei miei programmi spesso inutili scrivevo sempre scegli la voce preferita ed ogni volta mi domandavo se scegli voleva o meno la i. In informatica magari ero anche bravo, ma in italiano lasciavo a desiderare.

Ricordo: io c’ero! E la mia vita non fu più la stessa.

Auguri amico mio. Di computer ne ho avuto tanti dopo di te, ma tu mantieni il posto d’onore nel mio cuore.

2 commenti su “Io c’ero.”

  1. Qunati ricordi risvegliati. Io non l’avevo (avrei avuto poi un apple2 anni dopo ma lo conoscevo bene e a scuola si studiavano gia i primi rudimenti di microprocessori: il rockwell 6800 se non ricordo male, insomma uno z80. Il commodore era un sogno (anche in vic20!)
    ciao

  2. Anche io c’ero. L’avevo preso perche’ mi aspettava un anno di sedia di sedia a rotelle ed oltre alla lettura era una buon metodo per far passare il tempo…

    la televisione faceva abbastanza pena gia’ allora

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