Rimpatriata.

Ieri sera sono tornato a scuola. La mia scuola. Ragioneria.

L’occasione è stata l’open day della sezione geometri (che ai miei tempi non c’era) a cui è interessato Luca.

Non ci ero più tornato dal 1990 quando ne sono uscito diplomato, a parte un paio di casi nell’aula magna.

La scuola è ancora lì, invecchiata come me, cambiata come me.

Ai miei tempi avevo utilizzato due aule nel corso dei 5 anni.

La prima c’è ancora, appena varcata la porta mi sono tornati in mente una serie di fatti accaduti lì.

L’altra, che era stata prefabbricata apposta per ospitarci, è stata fusa con un’altra ed ora è un laboratorio informatico.

Non c’è più la sala con le macchine addizionatrici, non c’è più l’aula di chimica a gradoni che faceva molto università (o piccionaia).

Le sezioni di ragioneria da 8 sono passate a 3. Si vede che c’è ormai poca gente che ragiona.

Nell’aula multimediale (che si differenzia da un’aula normale solo perché al posto di lavagna e gessetto c’è computer e proiettore) c’era il mio vecchio professore di economia e diritto. Lui non mi ha riconosciuto, io sì, soprattutto dalla voce, e mi sono presentato per due chiacchiere. Altre facce note non ne ho viste.

È stata una bella occasione per rendermi conto, guardando da debita distanza, che i 5 anni di superiori sono stati un’esperienza unica ed irripetibile. E se un paio d’anni fa la febbre mi ha tenuto lontano da una rimpatriata che avevo anche un po’ contestato oggi la cosa mi farebbe molto piacere.

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