Zopa.

Zopa significa zone of possible agreement, zona di possibile accordo.

Ne ho già parlato circa un anno fa quando era operativa solo nel Regno Unito. Qualche settimana fa mi è giunto l’invito (probabilmente proprio a seguito del mio post) ad iscrivermi. Non so se contassero su di me come prestatore o come richiedente fatto sta che ora ho depositato 1200 euro che mi avanzavano per vari motivi.

Zopa infatti è da poco attiva anche in Italia con tutti i crismi dell’ufficialità. Al momento si può entrare sul mercato Zopa solo ad invito. Chi volesse essere invitato può usare la pagina dei contatti oppure lasciare un commento sul blog.

In questa fase di partenza Zopa è piuttosto restrittiva nella concessione di prestiti ed i richiedenti non hanno ancora raggiunto il 50% di quelli previsti per questa fase ad invito. Questo significa che se avete una storia creditizia ordinata (ovvero avete sempre pagato tutto a scadenza) ed avete bisogno di un prestito fino a 15mila euro e fino a 3 anni di durata potrebbe essere vantaggioso chiedere l’iscrizione ed il prestito a tramite Zopa piuttosto che in banca. Ho cancellato la a perché non è Zopa a prestare i soldi ma i singoli prestatori nel limite di 10 euro (o multipli a scelta del prestatore) ad ogni richiedente. Ad esempio io ho impostato 20 euro e dunque con 1200 euro posso erogare 60 prestiti. Questo sistema serve per ridurre al minimo i rischi di insolvenza. Rischi che comunque sono ridotti sia perché, come dicevo, le regole di accesso al prestito sono restrittive (i debitori vengono suddivisi in classi da A+ a C) sia perché Zopa stessa si occupa, nel caso, del recupero del credito attraverso una società di tipo bancario.

Per ogni classe di debitori e per ogni durata è possibile autorizzare il prestito o meno e modificare il tasso di interesse. Ovviamente maggiore il rischio e maggiore il vincolo maggiori sono i tassi.

Forse proprio perché sono ancora pochi gli iscritti interessati a ricevere un prestito che i miei soldi sono abbastanza vagabondi. Solo 60 euro (dunque 3 finanziamenti) sono in assegnazione. Questo significa che se la documentazione fornita dal richiedente corrisponde a quanto inserito sul sito verranno prestati. Fino a quel momento non ho la possibilità di sapere a chi saranno prestati, dal momento del prestito invece avrò a disposizione per ogni mio debitore alcuni dati quali nickname, città, età, titolo di studio, scopo del prestito.

Per chi vuol prestare i soldi trovo, attualmente, poco intuitivo il sistema. Non è possibile sapere esattamente quante, per quanti soldi e per quanto tempo sono le richieste e dunque uno deve darci un po’ a spanne. Forse è anche per questo che i primi prestatori non pagano commissioni che invece saranno dell’1% annuo sul capitale effettivamente prestato (in buona sostanza si riceverà l’1% in meno di interessi rispetto alla richiesta).

Insomma, non si può sapere in anticipo quanto tempo impiegheranno i propri soldi per iniziare a fruttare né quanto potranno effettivamente fruttare dunque non è dato sapere quanto sia vantaggioso trasferire a Zopa per i prestiti anche perché finché i soldi sono sono nella disponibilità di Zopa non vengono considerati prestabili.

Altra cosa non chiaramente specificata da Zopa è il trattamento fiscale degli interessi percepiti. A differenza di quelli bancari che subiscono la ritenuta alla fonte questi vanno riportati nella dichiarazione dei redditi e quindi pagano l’aliquota IRPEF (o IRE che dir si voglia) marginale aumentando anche il reddito ai fini delle detrazioni e quant’altro. Non saprei se il ricevente può scaricare (e come) il costo degli interessi né come debbano essere conteggiati i depositi effettuati ed i soldi prestati ad esempio ai fini della dichiarazione ISEE.

Le mail dirette non hanno ricevuto risposta (non è dato sapere se sono finite nel loro filtro antispam) mentre le mail tramite interfaccia web hanno ricevuto subito attenzione.

Tutto sommato ribadisco che l’idea mi pare positiva ma ritengo debba ancora crescere per essere vantaggiosa per tutte le parti coinvolte. Probabilmente già nei primi mesi del 2008 si raggiungerà la massa critica per il completo funzionamento di Zopa sia per i prestatori che per i richiedenti.

Concludo con un augurio a tutto lo staff (di ottimo livello) di Zopa affinché crescendo possano far fruttare bene i miei soldi (venale come sempre) e ricordando a tutti gli interessati che Zopa non è il classico servizio 2.0 tutto gratis. Si parla di soldi e di cifre anche importanti per cui è sempre meglio leggere due volte prima di lanciarsi a capofitto.

1 commento su “Zopa.”

  1. In Italia un servizio simile è offerto anche da http://www.boober.it. Ne parlano sul forum di finanza online. Il Social Lending sembra essere una buona alternativa alle banche anche se forse è sempre meglio andarci coi piedi di piombo.

    Magari fai un salto sul sito di Boober, e poi dicci cosa ne pensi.
    Ciao
    Giova

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