Sono tornato da poco dal nuovo ambulatorio del pediatra. Anzi, della pediatria di gruppo, che mi da tanto l’idea del festino con Cosimo Mele e Lapo Elkann.
Se prima la situazione dell’ambulatorio era infelice ora è proprio drammatica.
Di fronte al vecchio ambulatorio c’era una decina di posteggi riservati, ora il parcheggio pubblico non è distante ma non è certo che si trovi posto e nel tragitto parcheggio ambulatorio si costeggia una gran brutta strada e se ne attraversano due anche se piccole. Guai se i bambini non sono ben trattenuti.
L’ambulatorio si trova al secondo piano (un sottotetto) dotato di ascensore, con il non misero difetto che la cabina è da 5 posti e se si mette dentro carrozzina o passeggino non ci sta anche un adulto. Questo significa che o si lascia il passeggino all’esterno (nell’ingresso non ci sta) o lo si lascia direttamente in auto facendosi il tragitto con il bimbo sulle spalle.
Non ho visto gli ambulatori (dovendo solo ritirare un documento), ma entrando ci si trova di fronte la segretaria rinchiusa in una nicchia del sottotetto che da quasi l’dea della garitta di guardia, per non dire una cuccia. Nel vecchio ambulatorio la segretaria aveva un ufficio con tanto di porta, questo permetteva di descrivere le proprie necessità senza un pubblico tanto rumoroso quanto magari inopportuno a seguire la conversazione.
Se prima l’ambulatorio era a ridosso di un grande negozio di giocattoli ora si trova proprio sopra la farmacia. Verranno soddisfatti meno i desiderata dei figli che non passeranno di fronte alle vetrine piene di giocattoli a favore del più rapido acquisto dei farmaci necessari per la cura dei piccoli, ma in tutta onestà preferivo la vecchia soluzione.