Stiamo assistendo in questi giorni a quanto di meno democratico esista.

I rappresentanti eletti da una minoranza del popolo (i numeri definitivi del 2006 danno all’ex-governo 24mila voti di vantaggio alla Camera ed una sconfitta di 350mila voti al Senato, se poi consideriamo che una parte degli eletti non sostengono più il governo dimissionario appare ancora più evidente il divario) che bloccano in tutti i modi possibili le nuove consultazioni.

Abbiamo una legge elettorare soprannominata porcellum perché imperfetta ma che comunque, come dicevo sopra, ha consentito 20 mesi di stabilità malgrado la differenza tanto ridotta fra i due schieramenti contrapposti.

Così Napolitano ha preferito dare mandato a Marini se sia possibile cambiare la legge elettorare prima di votare nuovamente. Personalmente trovo scandaloso questo rinvio. 20 mesi di governo senza correggere quella che i vincitori considerano una legge truffa e quando ormai non c’è più una maggioranza in grado di correggere la legge per mantenere in vita un Parlamento delegittimato si cerca di costruirla artificiosamente.

Così tanti leader sinistri cercano di convincere gli italiani su ciò che gli italiani secondo loro vogliono. Ieri ho sentito dire che nessun italiano vuole le elezioni anticipate con questa legge. Parlino per loro! Io sono pronto ad andare a votare al più presto ed assicuro che non sono l’unico, malgrado quello che dicono i politici.

Segni (ed ora anche D’Alema) chiedono di rispettare la volontà di 800mila cittadini che hanno chiesto il referendum e non tradirli indicendo quindi il referendum per aprile e subito dopo le elezioni con la legge eventualmente modificata dai risultati della consultazione. Parlino per loro! Io ho firmato per il referendum (se non credono ai miei post possono liberamente andare a controllare sulla lista dei firmatari giunta dal Comune di Lugo) ma sono pronto ad andare a votare con il porcellum. D’Alema comunque mi spieghi come mai fino a 10 giorni fa la sua maggioranza lavorava alacremente per scongiurare il referendum mentre ora è divenuto la strada maestra.

Non mi piace assolutamente questo modo di fare che hanno coloro che si sentono in diritto di ergersi a miei rappresentanti (dichiarandosi rappresenti di tutto il popolo) senza alcun mandato ricevuto da parte mia di dire cosa io stia pensando in contrasto con il mio pensiero reale e senza avermi preventivamente consultato.

Sappiano dunque tutti loro quella che è la mia idea: andiamo a votare al più presto con la legge attualmente vigente. Che il governo che ci porta al voto sia Prodi o Marini poco m’importa. Ma le elezioni sono da fare subito.

E l’interesse generale del Paese, caro Bertinotti, non è avere una legge elettorare differente ma un governo stabile al più presto. Ed in presenza di una maggioranza reale il porcellum di certo non la penalizza ma la enfatizza. Ed anche andare a votare con meno partiti non serve a molto se poi una volta impoltronati questi diventano almeno il doppio. Alzi la mano chi sentiva una viscerale necessità della Rosa Bianca o dell’Italia di Mezzo.