Michele

Lunedì scorso era la giornata dedicata alla lentezza.

Dopo una notte parzialmente insonne a causa di vomito multiplo domestico, mi sono alzato prima del solito perché mentre io andavo a Faenza dal dentista con un paio di figli Luisa doveva andare a fare la visita in preparazione al parto dove poi l’avrei raggiunta.

Corri e ricorri con una discreta nebbia riesco a portarli a scuola e ad arrivare all’ospedale. Ha già fatto l’ecografia (a proposito, sapevate che alcuni modelli di macchine per l’ecografia montano Windows 2000 professional? Il l’ho scoperto la settimana scorsa) e Michele è ancora podalico, dunque si dovrà procedere con il cesareo.

Andiamo in cardiologia per l’elettrocardiogramma con l’avviso di tornare direttamente mercoledì (oggi) mattina per la visita anestesiologica e per preparare la cartella clinica. Ricovero presumibilmente giovedì o lunedì (e questo ci salverebbe dal pericolo 29 febbraio).

Un’ora di attesa e finalmente l’ettrocardiogramma è fatto, stiamo per tornare a casa quando un’infermiera: "Tornate in reparto, hanno telefonato che hanno bisogno".

Tornati agli ambulatori di ostetricia: "Abbiamo guardato l’agenda, il parto è programmato per domani (ieri, n.d.b.), aspettate qui che arriva l’anestesista per la visita."

Fulmine a ciel sereno, ma se si deve fare meglio farlo subito.

All’ora di pranzo siamo a casa ed informiamo i figli ed i nonni.

Finito il pranzo di corsa al lavoro a smaltire il più possibile visto che all’indomani sarei stato assente.

La sera dopo cena, per stare leggeri ho montato un po’ di cartongesso con mio cognato.

Questa è stata la mia giornata della lentezza.

Ieri mattina poi sveglia alle 6 per il ricovero alle 7.

In ospedale l’ultima ecografia (ci mancava solo che si fosse voltato nottetempo e ci rispedissero a casa!) e l’allettamento. Alle 8.30 sono stato cacciato e quindi sono andato a parcheggiare nel parcheggio lontano ma libero ed a fare colazione (non stava bene farla con una persona a digiuno accanto) e sono tornato alle 10 a prepazione completa.

Alle 11 saluto Luisa, entra in sala operatoria. Il tempo diventa lentissimo, è il primo figlio a cui non ho assistito al parto. Osservo la porta dell’area chirurgica cercando di capire che accade, ma visto che non sono né Superman né Frate Indovino non riesco.

Verso le 12 un’infermiera mi chiama dicendo che è andato tutto bene e di aspettare vicino ad una porta che Michele sarebbe uscito da quella a momenti.

In effetti dopo 5 minuti ecco il mio fagottino, 3,750 kg per 51 cm.

Torniamo di sopra dove viene lavato, vestito ed inventariato poi ci incamminiamo verso la camera ed iniziamo ad avvisare tutti. La mamma ancora non c’è, ma ero stato rassicurato che tutto era a posto e non vedo perché non avrei dovuto fidarmi.

Dopo quasi 1/2 ora arriva anche lei sorridente anche se stesa nel letto con l’anestesia da smaltire.

I figli grandi l’hanno già visto e tutti hanno detto che è bello. In effetti è veramente bello.

Ora mamma e bimbo sono in ospedale e riposano, io sono a casa con 3 ammalati, aspetto ad andare a letto nella speranza che tutti dormano profondamente fino a mattina, faccio fatica a svegliarmi per primo (ed in questi giorni unico) nel cuore della notte in caso di problemi. Mi sa tanto che dovrò pensare ad un rinvio del rientro a casa di Luisa e Michele, non vorrei che si ammalasse.

Mi sa che ho scritto abbastanza e che vi ho tediato oltremodo. Non vorrei che questo mio post fosse paragonato per prolissità al programma elettorale del Partito Democratico. Per questo motivo concludo qui questo post e vado a letto sperando di non dover scrivere il post sulle molteplici malattie domestiche.

5 commenti su “Michele”

  1. Porca miseria ragazzo, complimenti vivissimi! Ho perso il conto 🙂 Quand’e’ che ci fai vedere una foto del pupo e della super-mammma? Un abbraccio

  2. Augurissimi al piccolo Michele, a mamma Luisa, a papĂ  Stefano e a tutto il resto della famiglia.
    Ciao Maura
    PG

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.