CUP.

Continuano, purtroppo, i miei post sanitari.

Oggi sono andato al CUP per mettere Michele sotto al pediatra. Detta così suona male. Ok, per fare ufficialmente la scelta del pediatra di Michele. Pediatra che era già stato scelto e che l’aveva già visitato dal momento che è il medesimo dei fratelli.

Ecco, lo troverei di una ragionevolezza estrema che se uno ha dei fratelli comunque in automatico abbia lo stesso pediatra salvo comunque la possibilità di sceglierne uno diverso, si risparmiere tanto lavoro inutile e tempo dei poveri genitori. Ma così non è e dunque sono andato al CUP per la scelta del pediatra.

1 ora e 20 di attesa. In parte certamente per colpa mia ma essendo io un giovane tutto sommato neppure ignorante o stupido penso che la burocrazia ospedaliera sia oltremodo sviluppata.

Infatti appena arrivato mi sono guardato attorno, l’ufficio non era più dove l’avevo trovato le ultime volte. Spostare un ufficio non è grave, insomma, si cerca di razionalizzare ed a volte migliorare comporta anche lo spostamento degli uffici.

Comunque lo trovo, sulla porta c’è scritto "scelta/revoca del medico per cittadini italiani domiciliati e cittadini stranieri". Prendo il numerino non dalla macchinetta generica con stampante incorporata ma dalla vecchia chiocciola eliminacode dedicata.

Una quindicina di numeri d’attesa, mai stati così tanti, di solito si sta in fila per le prestazioni per ore, ma per il medico mai trovato più di 2 persone in attesa.

Passa 1/2 ora, i numeri sono ancora tanti davanti a me. Passa un ora ed ancora la fila è lenta, mancano ancora 7-8 persone.

Inizio a guardarmi intorno, compresa la macchinetta generica con stampante incorporata e leggo una voce strana "scelta/revoca del medico per cittadini italiani residenti".

Penso: "CAZZO" (lo so che da me non ve lo aspettereste, ma l’ho pensato sul serio!)

Cioè, dico, un cittadino normale deve rendersi conto della differenza fra domicilio e residenza ed occupare di conseguenza la giusta fila dopo aver prelevato il giusto numerino?

Prendo il numerino nuovo, nessuno davanti a me, solo il tempo (20 minuti) che l’impiegata finisca di consegnare una sporta di provette alla signora che era già allo sportello e sono pronto. 3 minuti in tutto allo sportello e Michele ha il suo pediatra, lo stesso dei suoi fratelli che l’ASL avrebbe potuto mettere d’ufficio salvo il diritto di cambiarlo.

Ora mi rendo conto del perché si chiama CUP. Perché se riesci ad uscirne sano dovrebbero darti un trofeo. Altro che lasciapassare A38.

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