Oggi per motivi congiunturali mi sono trovato ad andare in due farmacie comunali dove normalmente non vado perché sono fuori mano.

C’è da dire che l’altro giorno ho chiesto alla fornaia di aumentare i prezzi, perché continuare a spendere più in farmaci che in pane mi fa sentire malaticcio. Questo per farvi capire che in farmacia, purtroppo, in questo periodo ci sono spesso e (mal)volentieri.

Ore 9.00, farmacia comunale 1: acquisto due prodotti, un farmaco ed un parafarmaco. La farmacista è molto cortese anche su un consiglio richiesto. Presento il codice fiscale che regolarmente viene segnato sullo scontrino anche se vengo informato che per il parafarmaco senza la prescrizione del medico probabilmente non potrò scaricarlo, ma poi ci si penserà a tempo debito.

Ore 12.00, farmacia comunale 2: il farmacista mi da il benvenuto con un ampio sbadiglio, mi serve completamente svogliato e quando gli presento la tessera sanitaria la guarda di traverso ed emette lo scontrino senza il codice fiscale. Mi ha rovinato la giornata. Se proprio non hai voglia di fare il tuo dovere lascia che a servire sia uno degli altri due che disquisivano su un tizio a loro noto che acquista 10 scatole di preservativi ogni volta che va a Cuba.

Chissà se Elena nella sua veste di assessore è informata della situazione e se può fare un richiamo nei confronti di coloro che fanno abbassare notevolmente la considerazione dei lavoratori pubblici che in realtà (come nel caso della prima farmacista) sono spesso validi.

Per dovere di cronaca dico che anche alla farmacia comunale 3 (quella più vicina a casa mia) il personale è sempre cortese.